La tradizione della lauda francescana tra Centro Italia e Veneto. Nell’Ottocentenario della morte di S.Francesco
LaReverdie
Claudia Caffagni voce, liuto
Livia Caffagni voce, viella, flauti
Elisabetta de Mircovich voce, viella, symphonia, campane
Teodora Tommasi voce, arpa, flauti
Matteo Zenatti voce, arpa, tamburello
Tra XII e XIV secolo, la Chiesa attraversò una profonda crisi di credibilità: ricchezze e potere mondano, che spesso si accompagnavano a corruzione morale e allontanamento dai valori evangelici, vennero denunciati in tutt’Europa da intellettuali quali Abelardo, Guglielmo da Ockham o lo stesso Dante Alighieri, oltre che criticati, derisi e parodiati in opere letterarie fra le quali Le Roman de Fauvel, i Carmina Burana il Decameron. La corruzione di una parte del clero, unita alla scarsa evangelizzazione del laicato, favorirono anche la diffusione di movimenti ereticali come quelli dei Catari e dei Valdesi, che mettevano in discussione i dogmi e l’autorità ecclesiastica. In questo scenario travagliato, nascono contemporaneamente, per opera di due giganti della Fede, San Francesco d’Assisi (1181/1182-1226) e San Domenico di Guzmán (1170-1221), due nuovi ordini religiosi: rispettivamente i Mendicanti e i Predicatori. Mentre i tradizionali ordini monastici continuavano ad accogliere chi desiderava staccarsi dal mondo per dedicarsi alla preghiera, i Francescani e i Domenicani si dedicarono totalmente alla predicazione e all’educazione dei laici nelle compagini cittadine e rurali, contribuendo con la scelta di povertà personale al rinnovamento spirituale della Chiesa e predicando un’alternativa credibile e ortodossa alle eresie diffuse.
Grazie all’azione dei predicatori, i laici di ogni classe sociale furono invogliati a coltivare la propria formazione religiosa e a praticare una vita di preghiera comunitaria. Le Compagnie dei Laudesi, confraternite di fedeli laici diffuse soprattutto nell’Italia dei Comuni, si riunivano regolarmente a pregare cantando le “laude”, canti religiosi in lingua volgare i cui testi, ispirati alla vita di Cristo, della Vergine o dei Santi, avevano anche uno scopo educativo e morale, aiutando a contrastare le idee ereticali con il linguaggio comprensibile e coinvolgente del canto. Così, attraverso la parola predicata e quella cantata, ordini religiosi e confraternite formarono un unico fronte a difesa dell’ortodossia e dell’unità della Chiesa.
Servizio a cura del TGRFVG
Riprese a cura di Giorgio Simonetti