UN ALTRO CIELO

Le signore del gioco:
eretiche e streghe
tra musica e storia

Luca Scarlini testi e voce recitante
Enerbia Ensemble
Maddalena Scagnelli direttrice

Danze, canti e “incanti rituali” di Mainerio, Piccinini, Arbeau, Carmina Burana e anonimi di tradizione popolare

Storie Ribelli in Musica. Le eresie sono state cancellate con la massima determinazione e crudeltà, ma qualcosa, è rimasto. Nel mondo del passato compaiono figure di donne rivoltose: Margherita bruciata con i templari a Parigi, Guglielma, Maifreda, Margherita al fianco di Fra Dolcino, Esclarmonde, ultima papessa catara che, fuggendo via da Montsegur, portò con sé il santo Graal; e c’è chi dice che quel magico oggetto fosse in realtà… un canto.

LUCA SCARLINI, scrittore, drammaturgo per teatri e musica, narratore, performance artist. Raccontatore d’arte, collabora con numerosi musei. Laureato in Storia dello Spettacolo all’Università di Firenze, insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino, IED e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI a Anversa, La Batie e il theatre amstramgram a Ginevra, lavorando in varie occasioni su temi di storia della scenografia. Sul tema ha realizzato tra l’altro la mostra Corpi da musica. Sylvano Bussotti (Museo Marino Marini, 2010) e Il palcoscenico del desiderio (Pistoia, Cassa di Risparmio, 2010), recentemente si è occupato della produzione scenografica di Marino Marini e di Vittorio Accornero per la Scala, all’interno di una mostra di prossima realizzazione al Museo MAN di Nuoro. Dal 2006 al 2010 ha insegnato Storia e teoria della Scenografia all’Accademia di Brera, seguendo numerose tesi di laurea della stessa materia. Scrive per la musica e per la danza: dal 2004 al 2008 è consulente artistico del festival MilanOltre al Teatro dell’Elfo di Milano. Nel 2006 è stato direttore artistico di TTV a Bologna, nel 2005 ha coordinato le attività della Capitale Mondiale del Libro a Torino presso lo spazio Atrium. Già docente di storia della scenografia a Brera, insegna tecniche di narrazione dell’arte per il Master di Ca Foscari. Ha all’attivo una vasta attività come storyteller in solo e a fianco di musicisti, danzatori e attori, in teatri, musei e luoghi storici, lavorando tra l’altro con Martin Bauer, Monica Benvenuti, Sylvano Bussotti, Nora Chipaumire, Luisa Cortesi, Massimiliano Damerini, Francesca Della Monica, Francesco Dillon, Ane Lan, NicoNote, Pierluigi Piran, Elisabetta Pozzi, Francesca Tirale, Emanuele Torquati, Luca Veggetti, Ensemble Cremona Antiqua, Ensemble Vox Latina,comparendo in festival in Italia (compare da molti anni nel programma di Festivaletteratura, Mantova), Francesca Benetti, Riccardo Favero, Alessandro Commellato. Da sempre crea racconti per spazi museali, ha lavorato tra l’altro per Palazzo Grassi e Fondazione Guggenheim, Venezia, Museo Stibbert, Firenze, Musei Civici di San Gimignano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Fondazione Merz, Torino, Museo Madre, Napoli, Gallerie d’Italia, Milano, Museo d’arte Moderna, Milano, Quadriennale di Roma (progetto di racconti Partita doppia) e per la collezione Banca Intesa – Gallerie d’Italia. Voce storica di Radio Tre, conduce il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri recenti, spesso dedicati a temi d’arte, sono da segnalare Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda), dedicato alla moda in Vaticano, Un paese in ginocchio (Guanda), La sindrome di Michael Jackson (Bompiani), Andy Warhol superstar (Johan and Levi), Siviero contro Hitler (Skira), Memorie di un’opera d’arte (Skira), Ziggy Stardust. La vera natura dei sogni (Add), Bianco tenebra. Serpotta di notte e di giorno (Sellerio), Teatri d’amore (Nottetempo), L’ultima regina di Firenze (Bompiani), Le vacanze dell’arte (Pacini), L’uccello del paradiso (Fandango), Rinascimento Babilonia (Marsilio). Ha curato mostre per il Museo Ferragamo a Firenze (Il calzolaio magico), con cui collabora, con il Museo MAN, per cui ha realizzato Il regno segreto, sulle relazioni Piemonte/Sardegna e una mostra su Vittorio Accornero e Edina Altara, Gruppo di famiglia con immagini. Ha curato poi al Museo Marino Marini di Firenze Pas des deux Marino Marini e Igor Stravinskij, per i Musei di Pistoia (Un nouveau regard, Mauro Bolognini, 2022), la Villa Reale di Monza (Stregherie, 2022), Palazzo Altemps a Roma (Bloomsbury, curata insieme a Nadia Fusini). Ha insegnato presso numerose istituzioni: IED, Ca Foscari, Brera, dove dal 2005 al 2010 ha insegnato Storia e teoria della scenografia e ha ripreso ora la cattedra per l’anno 2021. Negli ultimi due anni ha tradotto e curato l’edizione dei Revised Texts di Samuel Beckett per Cue Press.

Il lavoro di ENERBIA, uno dei gruppi italiani più attivi nel campo della musica antica e tradizionale, è strettamente legato alla valorizzazione del repertorio musicale del Nord Ovest italiano, dalla parte pianeggiante sino all’Appennino. Il corso del fiume Po tra Lombardia ed Emilia è la porta settentrionale di un territorio che parte da Milano e attraverso le valli appenniniche giunge al mare. Fin dall’antichità questi territori connettono il mondo continentale europeo con il Mediterraneo attraverso le antiche Vie del Sale e la Via Francigena con le sue varianti. Questo paesaggio fisico trova riscontro nel paesaggio sonoro, trasmesso oralmente nella musica tradizionale, ancora oggi vivissima, ma anche nei manoscritti musicali dei più importanti archivi storici, tra i quali quelli oggi conservati a Milano alla Biblioteca Ambrosiana e a Torino alla Biblioteca Nazionale. Il mondo del cinema ha ospitato e valorizzato molte produzioni del gruppo. Tra le collaborazioni principali quella con Ermanno Olmi. Altre collaborazioni con Giuseppe Bertolucci, Alessandro Scillitani, Marco Bellocchio. Il gruppo è stato anche ritratto da Paolo Rumiz, il più noto scrittore di viaggio italiano, editorialista del quotidiano La Repubblica, nel suo libro “La leggenda dei monti naviganti” (Feltrinelli Editore) che raccoglie uno straordinario reportage dedicato all’Appennino italiano. La bellezza di questo repertorio si unisce a una straordinaria vitalità. Presenta numerose forme di danza, canti struggenti, solistici e corali, strumenti originali come il piffero, un oboe popolare e la zampogna chiamata piva emiliana. Lo strumentario tradizionale comunque è molto vario comprende anche il violino, la fisarmonica, la chitarra, il contrabbasso e la ghironda. Il repertorio sacro e medievale, in particolare quello legato agli Antifonari del tardo medioevo e ai trovatori, è invece proposto con strumenti come l’arpa gotica, il salterio, le percussioni, la ghironda. Il gruppo è stato ospite musicale nei media radiofonici quali Radio Tre Rai e Radio della Svizzera Italiana oltre che nei maggiori canali televisivi. Innumerevoli sono state le partecipazioni ai Festival letterari e musicali, quelle nei programmi della televisione italiana pubblica e private, le collaborazioni con le Università italiane, le istituzioni culturali e quelle museali. In particolare, negli ultimi anni le progettazioni del gruppo esplorano i legami con il mondo della letteratura e dell’arte. Tra le collaborazioni più recenti quella con il Museo verdiano di Casa Barezzi (Busseto), con il Museo del Novecento (Milano), con la Galleria Ricci Oddi (Piacenza), con la Biblioteca Ambrosiana (Milano), con il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari (Roma), con il Museo Ettore Guatelli (Parma), con i Musei di Palazzo Farnese (Piacenza), con Badia Cavana (Parma), con il Museo Poldi Pezzoli di Milano, con il FAI.

ENERBIA ENSEMBLE è formato da Maddalena Scagnelli, voce e salterio – responsabile anche della ricerca musicale e degli arrangiamenti; Franco Guglielmetti, fisarmonica; Gabriele Dametti, piffero; Massimo Visalli, chitarra; Claudio Schiavi, contrabbasso. Nelle produzioni di musica antica, il gruppo si arricchisce della partecipazione di Adriano Sanguineto all’arpa gotica, Paolo Simonazzi alla ghironda e del supporto del gruppo vocale Eudaimonia. Nel febbraio 2008, il gruppo è stato invitato a Roma all’incontro “L’Italia delle Tradizioni”, patrocinato dall’UNESCO e dal Ministero dei Beni Culturali, volto a promuovere il patrimonio culturale immateriale. Il gruppo è stato invitato da importanti emittenti radiofoniche, come Rai Radio Tre e Radio della Svizzera Italiana. Vanta inoltre innumerevoli partecipazioni a festival letterari e musicali (Festival della Poesia di Genova, Festival Internazionale della Poesia di Parma, Festival MITO di Milano) e trasmissioni televisive. Molte sono state anche le collaborazioni con università e istituzioni culturali. Nel 2011, durante le celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, Enerbia è stata insignito del titolo di “gruppo di interesse nazionale” per la sua attività nel campo della ricerca sulla musica tradizionale. In quell’occasione, è stato realizzato uno spettacolo speciale – Partire, partiro – interamente dedicato al repertorio risorgimentale. Dal 2002 Enerbia è responsabile della direzione artistica dell’Appennino Festival. L’ultimo CD di Enerbia, “Per Viam”, è stato presentato nella magnifica Biblioteca Ambrosiana di Milano e recensito da Repubblica. Il 14 novembre 2013, Enerbia inaugurerà la retrospettiva di Giuseppe Pellizza da Volpedo al Museo del Novecento di Milano. PER VIAM – Il nuovo album PER VIAM è un viaggio invernale ideale lungo i sentieri degli Appennini. Comprende un tradizionale canto d’amore (traccia 1. Ti ricordi quelle sere), tre antichi brani vocali tratti da un manoscritto medievale chiamato Antifonario di Bobbio (tracce 2. 3. 4. Vernans Rosa, Beata es Maria, Hodie fit regressus ), tre canti natalizi (tracce 5. 6. 7. Puer natus, Gesu bambin l’è nato. Dormi dormi). Nel corso del 2014 Enerbia registrerà l’edizione integrale dell’Antifonario di Bobbio F.I.4. DISCOGRAFIA – Tribu italiche Emilia Romagna, EDT Las Musicas de Italia, FNAC ESPANA (compilation) – Cosi lontano l’azzurro, EDT – Soffi d’ancia, Radici Music Records (compilation) – La Rosa e la Viola, Vie del Sale – Per Viam Viaggio d’inverno, Le Vie del Sale.

OMAGGIO A PAPA LEONE

Guillou Consort
Matteo Cesarotto direttore

Musiche di Perosi e Miserachs-Grau

Celebrando Lorenzo Perosi e Valentino Miserachs Grau è il sottotitolo di un progetto dedicato a due papi Leone. Nel 1903 Perosi (di cui ricorre il 70° anniversario della morte) scrisse di getto una Messa da
Requiem per i funerali di Papa Leone XIII. In omaggio a S.S. Papa Leone XIV verranno invece eseguite alcune pagine di monsignor Miserachs, figura di prim’ordine nel campo della musica sacra contemporanea, a 60 anni dalla sua ordinazione presbiteriale: sacerdote con la vocazione alla musica, come fu don Lorenzo Perosi.

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Sarà una produzione musicale decisamente speciale, l’Omaggio a Papa Leone portato in scena da Guillou Consort, con debutto nel Duomo di Pordenone e replica nella Basilica di San Pietro in Vaticano, a siglare la solenne inaugurazione – domenica 11 ottobre – del cartellone autunnale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla sua 35^ edizione come sempre promossa da Presenza e Cultura, attraverso una nuova triennalità sul tema “Fede ed eresia”. Realizzato per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, il Festival è realizzato in sinergia con il Ministero della Cultura, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile: nel programma figurano 9 concerti di scena fino al 15 novembre fra Pordenone e Udine, con l’anteprima di importanti nuove scritture e produzioni. L’evento si sviluppa in sinergia con i media partner Rai Friuli Venezia Giulia, Rai Radio 3 e con il partner Italiafestival.
L’Omaggio a Papa Leone avvia dunque la seconda parte del 35mo Festival Internazionale di Musica Sacra: «una produzione di particolare prestigio, che siamo onorati possa esordire a Pordenone, come incipit del cartellone autunnale – spiegano i direttori artistici Calabretto e De Nadai – per poi fare tappa a Roma, proprio nella Basilica di San Pietro in Vaticano».
«Papa Leone – dichiara il presidente di Presenza e Cultura Don Orioldo Marson – ha iniziato il suo Pontificato con uno stile improntato all’ascolto e alla comunione, senza gesti o segni di rottura. Nella continuazione sta mostrando atteggiamento fermo e determinato in questa linea, ponendosi sempre più come una delle principali, se non la principale, guida morale spirituale dell’umanità».

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Riprese a cura di Giorgio Simonetti

Appuntamento, quindi, domenica 11 ottobre alle 15.30 nel Duomo Concattedrale San Marco di Pordenone, dove il Guillou Consort diretto da Matteo Cesarotto si esibirà nell’esecuzione della Messa da Requiem che Lorenzo Perosi scrisse di getto nel 1903, per i funerali di Papa Leone XIII. Di Perosi ricorre proprio quest’anno il 70° anniversario della morte, la Messa da Requiem rappresenta certo una pagina di straordinaria intensità. Dal punto di vista prettamente musicale, il Requiem perosiano si distingue per il superamento della magniloquenza operistica ottocentesca – considerata a quel tempo quasi “eretica” per i canoni liturgici – a favore di una scrittura introspettiva e intimamente legata alla parola sacra. Scritta originariamente per voci maschili e organo, la composizione fonde la purezza del canto gregoriano con le suggestioni della grande polifonia rinascimentale di Palestrina, non rinunciando a modernissime tensioni armoniche. L’architettura sonora evoca una forte carica emotiva: il dolore per la perdita del Pontefice si stempera in una sommessa e solenne preghiera di speranza, unendo idealmente il rigore dogmatico della fede alla libertà espressiva del genio italiano. Preludio d’eccezione della produzione inaugurale sarà l’esecuzione di serie di Mottetti originali del grande compositore Valentino Miserachs-Grau, direttore della Cappella Musicale e figura di prim’ordine nel campo della musica sacra contemporanea, a 60 anni dalla sua ordinazione presbiteriale: una straordinaria personalità sacerdotale vocata alla musica. I Mottetti di Miserachs-Grau rappresentano una magistrale sintesi di aderenza testuale e sapienza contrappuntistica. Lo stile si colloca nel solco della tradizione romana, ma si apre a soluzioni armoniche moderne, capaci di far dialogare le voci e l’organo in un flusso sonoro che è, al tempo stesso, alta speculazione intellettuale e immediato veicolo di preghiera. Come don Lorenzo Perosi, anche monsignor Miserachs incarna la figura del “sacerdote musicista”, un’anima votata all’arte che trova nello spartito la sintesi perfetta tra l’obbedienza della fede e l’ispirazione artistica.
Precederà l’evento musicale una lezione incentrata proprio sulla serata inaugurale, Da Leone a Leone, attraverso Francesco, affidata al teologo Roberto Tondato, in programma venerdì 9 ottobre, alle 15.30 nell’Auditorium del Centro Casa Zanussi di Pordenone. Tema di fondo è rappresentato da alcuni punti di convergenza che stanno emergendo nel magistero di Papa Prevost con i predecessori Leone XIII e Francesco. Il richiamo a Leone XIII, il papa della Rerum Novarum, non è un mero omaggio storico. Papa Prevost riprende con forza questo impegno per la giustizia sociale, reinterpretandolo alla luce delle sfide globali del XXI secolo: la crisi climatica, le migrazioni, le nuove povertà e le disuguaglianze strutturali, il grande tema dell’Intelligenza Artificiale (vedi la prima enciclica Magnifica humanitas). Parallelamente, spesso il Papa fa riferimento all’esortazione apostolica Evangelii gaudium, in cui Francesco toccava il tema della gioia del Vangelo “come motore dell’azione missionaria della Chiesa”. La centralità di Cristo e l’invito a essere missionari sono temi che anche Leone XIV sta facendo propri, all’insegna della continuità con due figure che, pur distanti nel tempo, vengono a caratterizzare il suo magistero pontificio: Leone XIII e Francesco.

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