Nello Sguardo dell’Altro

De Labyrintho – Musica della Rinascenza
Walter Testolin direttore

Servizio TGRFVG

Una importante collaborazione tra il festival pordenonese e il Festival dell’Ascensione di Milano in “Nello sguardo dell’Altro” con l’ensemble De labyrintho – Musica della Rinascenza.
Nadia Caristi, Laura Fabris, Arianna Miceli (cantus), Matteo Pigato, Andrés Montilla – Acurero (altus), Massimo Altieri, Fabio Furnari, Riccardo Pisani (tenor) e Guglielmo Buonsanti, Alberto Spadarotto (bassus) diretti da Walter Testolin eseguono un programma dedicato a Josquin Desprez, forse il maggiore polifonista europeo, il musicista che pare sia raffigurato in “Ritratto del Musico”, opera attribuita a Leonardo e conservata nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.
Nato nel 2001 dall’unione di alcuni dei più validi interpreti italiani del repertorio vocale rinascimentale, De labyrintho – Musica della Rinascenza si è affermato negli anni come uno dei più significativi ensemble vocali a cappella della scena musicale.
Determinante nelle sue scelte interpretative è il percepire la Musica come risultato quintessenziale di suono, parola, pensiero e simbolo.
La particolare ricerca espressiva e il rapporto col testo cantato, hanno più volte fatto rilevare dalla critica “l’intensità, l’ispirazione e la toccante partecipazione” che caratterizzano le esecuzioni dal vivo del gruppo. Invitato dalla Roosevelt Academy dell’Università di Utrecht a tenere il concerto di chiusura del Festival Symposium Josquin & the Sublime a Middelsburg, De labyrintho è stato definito “la compagine oggi più esperta al mondo nel cavare dalle note di Josquin Desprez quella musica così sublime, struggente, intimamente umanista, che lo fece paragonare a Michelangelo e Raffaello”.

Videointervista a Walter Testolin , direttore

La musica di Josquin Desprez e un ritratto di Leonardo da Vinci
In un importante articolo apparso recentemente sulla Rivista Italiana di Musicologia, il musicologo, direttore e cantante di fama internazionale Walter Testolin avvalora la tesi che il “Ritratto di Musico”, conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano e attribuito a Leonardo da Vinci, raffiguri Josquin Desprez, forse il maggiore polifonista europeo del Quattrocento, vissuto a Milano al seguito del Cardinale Ascanio Sforza, nello stesso periodo lombardo di Leonardo.
Da qui il programma dedicato interamente a colui che è anche considerato uno dei più straordinari musicisti di tutti i tempi.
Coproduzione e partenariato
Festival dell’Ascensione Milano

REQUIEM

Cantoria Sine Nomine
Ensemble Labirinti Armonici
Andrea Ferroni – violino concertatore
Carlo Andriollo direttore
Antonio Lotti – Requiem per soli, coro, organo e orchestra

Servizio TGRFVG

Maestro di cappella nella Basilica di San Marco, Antonio Lotti è stato uno dei maggiori esponenti dell’ultima fase barocco veneziano, ormai vicino al classicismo.
Il Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano ne propone uno dei suoi capolavori più grandiosi, nella realizzazione di alcune tra le realtà più significative e prestigiose del Trentino: l’ensemblestrumentale Labirinti Armonici e la Cantoria Sine Nomine.
Il Requiem per soli coro e orchestra è una vasta pagina musicale in cui rifulgono le qualità di un musicista che, al culmine dell’età barocca, mostra tutta la propria sapienza contrappuntistica.
Coproduzione e partenariato
Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano

Videointervista al Maestro Eddi De Nadai, direttore artistico Festival Internazionale Musica Sacra Pordenone

#INCENADOMINI…ET DE PETRA, MELLE SATURAVIT EOS…

Ensemble Seicentonovecento
Flavio Colusso direttore
Giovanni Pierluigi da Palestrina – Missa Petra Sancta
Flavio Colusso – In coena Domini, meditazione
sul Cenacolo Vinciano

Il Cenacolo di Leonardo e il rapporto con i testi del Giovedì Santo e del Corpus Domini, sono gli elementi ispiratori della composizione #InCenaDomini, opera inedita di Flavio Colusso. Il brano commissionato proprio in occasione della XXVIII edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra sarà parte del programma del concerto dal titolo “…Et de Petra, melle saturavit eos”, che da avvio alla XXVIII edizione del Festival, organizzato da Presenza e Cultura e Centro Iniziative Culturali Pordenone con la Regione FVG, curato dai Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, sostenuto da Comune di Pordenone, Electrolux, Bcc Pordenonese e Diocesi di Concordia Pordenone. La nuova composizione di Colusso commissionata proprio per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci (co-produzione con Musicaimmagine Roma) si accosta alla magnifica Missa Petra Sancta (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei) di Giovanni Pierluigi da Palestrina, il “principe della musica”, messa composta sul suo celebre madrigale a cinque voci “Io son ferito, ahi lasso” e pubblicata postuma nel 1600.

Servizio TGRFVG

Protagoniste del concerto che inaugura questa ventottesima edizione dedicata quest’anno al tema “Sacralità del profano”, saranno due formazioni tra le più interessanti e originali della scena internazionale, ovvero l’Ensemble Seicentonovecento (da oltre trenta anni impegnato nella produzione di capolavori inediti del passato e di prime esecuzioni di musica d’oggi) e Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima (formazione vocale-strumentale della omonima chiesa della comunità cattolica di lingua tedesca a Roma). Le voci saranno quelle di Matteo Pigato (cantus), Andrés Montilla Acurero (altus), Raimundo Pereira Martinez (tenor), Antonio Orsini (tenor), Flavio Colusso (sextus), Walter Testolin (bassus) cui si aggiunge Silvia De Palma voce recitante. A dirigere sarà Flavio Colusso, compositore, maestro di Cappella della storica istituzione religiosa teutonica, membro della Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere, autore di una corposa discografia che comprende oltre 50 incisioni per le diverse etichette tra cui Emi, Brilliant, Bongiovanni e MR Classics.

Videointervista al direttore Flavio Colusso

#InCenaDomini di Flavio Colusso è un’opera per sei voci maschili, voce recitante e live electronics, è un esercizio spirituale concertato dalla partitura divisa in tre blocchi ambientali, tre Porte fisiche e metafisiche (la casa, lo specchio, il tempo) e articolata in sei quadri. La colta scrittura di Colusso trae ispirazione dal genio di Leonardo, pittore e teologo, esploratore del corpo umano e alla ricerca del mistero delle passioni e delle perturbazioni dell’anima. Questa composizione assieme alla precedente #Labyrinthus1519 costituisce un dittico leonardiano, in cui Colusso torna ai temi cari degli “esercizi spirituali” e del labirinto simbolo del cammino interiore, ispirandosi questa volta agli studi di Leonardo sui «movimenti d’animo», sul «color naturale» e «dei fluidi aerei», gli «spiriti vitali» e le «nature di complessione, colore e fisionomie» che servono a penetrare i profondi misteri della fisiognomica per cogliere il «carattere permanente» e le «perturbationes» momentanee dei suoi soggetti. Gli appunti, le riflessioni, i dubbi, i multiformi elenchi del «Libro di vocabuli» di Leonardo sono il tessuto concettuale, imaginifico e sonoro sul quale Colusso intraprende il suo viaggio poetico-musicale nel Cenacolo milanese di Santa Maria delle Grazie. L’hashtag (#) inserito nel titolo del brano vuole includere anche la navigazione su internet tra le esperienze di crescita e di condivisione: il viaggio interiore, quello psicologico e mentale, i riti di passaggio, i viaggi funerari, il pellegrinaggio di fede, la liturgia, l’arte.

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