BRUNO BELTRAMINI. IL TEMPO ILLUMINATO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Sesto al Reghena.
Nell’ambito delle iniziative del XXVIII Festival Internazionale di Musica Sacra 2019 Sacralità del profano.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Raramente mi è capitato di percepire la neve, la pioggia, il verde del bosco, le nuvole, il sapore del legno e della pietra come davanti alle immagini create da Bruno Beltramini, un fotografo ben particolare, che non si limita ad attendere e costruire l’inquadratura che lo interessa, ma stampa l’immagine su una carta di pregio che egli sa bene servire ai suoi scopi, e poi la ricopre totalmente, sulla base fotografica, con pastelli morbidi e fluenti che trasformano la fotografia in pittura. Vi sono quindi almeno tre operazioni fondamentali che presiedono al suo lavoro: l’attesa, la costruzione, il passaggio col pastello. L’attesa è, forse, il momento essenziale del lavoro creativo, non perché le altre due fasi siano meno importanti, ma per- ché essa è all’origine di tutto il processo. Beltramini trova i suoi paesaggi davanti alla natura, li scova anche con lunghi appostamenti, e non perché vada cercando inquadrature particolarmente desuete o strane: sempre curatissime, esse sono tuttavia, – per così dire – feriali, quotidiane, ma è proprio in ciò che diventa luminosamente chiara l’affermazione che quest’arte ci mette davanti, un’affermazione, a ben pensarci, straordinariamente ottimistica e tuttavia difficilmente ricusabile proprio a partire dai “testi” dell’artista: la bellezza si libra sopra la terra, è dappertutto, e il nostro vero problema sta semmai nel fatto che non la vediamo, nel fatto, forse, che non possiamo vederla, ma anche non “vogliamo”, vederla. […]

Videointerviste

CONCERTO DI APERTURA
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Suite n.2 per violoncello solo
Preludio – Sarabanda

Federico Pellaschiar, violoncello. Nato a Trieste nel 2000, ha iniziato i propri studi di Violoncello presso la Fondazione “Luigi Bon” di Udine sotto la guida del maestro Andrea Musto. Ha seguito corsi di perfezionamento a Vienna con il maestro Panhofer. Per il repertorio solistico e per quello cameristico con i maestri Mendelssohn e Sello, con la quale si è esibito in diverse formazioni in Italia e all’estero. Collabora con diverse formazioni orchestrali quali I Filarmonici Friulani, l’Accademia Symphonica, l’orchestra del Conservatorio di Udine e l’orchestra della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. Attualmente frequenta il Conservatorio Tomadini di Udine nella classe di Violoncello del professor Ennio Francescato.

GIULIO BELLUZ. CREATURE DELLA VITA

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Caneva.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Creature della vita è il titolo di questa mostra di Giulio Belluz a Villa Frova di Caneva, e io credo che, nella sua semplicità e immediatezza, dica molte cose. Dice anzitutto, implicitamente ma chiaramente, della grandiosa estensione della vita medesima, poiché tutti sappiamo che essa va dai microorganismi unicellulari alla ancora non ben conosciuta complessità del cervello umano; da organismi che riescono a sopravvivere dentro il gelo degli spazi interstellari o vicino al calore delle eruzioni sottomarine, ad altri che basta una variazione di pochi gradi di temperatura a far morire. La vita, insomma, è un mondo dove tutto si tiene, e se è vero che nella tradizione della cultura occidentale all’uo-mo è stato riservato un posto privilegiato, oggi sempre più si comprende che tale “privilegio” è sostenibile solo se la sua azione sulla terra è rispettosa degli equilibri generali, è, insomma, in grado di dare “a ciascuno il suo”, pena un progressivo impoverimento della vita stessa e, nel caso peggiore – nel caso cioè di una distruzione atomica – la sua scomparsa, almeno nei modi che finora abbiamo conosciuto. Queste considerazioni spiegano bene, ci sembra, anche la presenza di Giulio Belluz all’interno delle mostre d’arte previste per il XXVIII Festival Internazionale di Musica Sacra, intitolato quest’anno, appunto, Sacralità del profano. Gli uccelli, i pesci, gli altri animali che l’artista presenta in questa mostra appartengono certo, in una considerazione abituale ed utilitaria, all’ambito del “profano”. Una gallina, un germano, una lepre, un luccio vengono, nella quotidianità della vita, considerati al più per la loro apparenza accattivante, o magari come selvaggina da portare in tavola, ben cotta e speziata: non sono certo viste come creature che, assieme a noi, abitano gli incommensurabili spazi dell’universo, vivono sensazioni, trepidazioni, terrori: che sono, insomma, parte di un grande mistero. E invece appartengono anch’essi al “sacro” […]

Videointerviste

ROBERTO KUSTERLE. FIGURE DEL SILENZIO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone.
In collaborazione con il Comune di San Vito al Tagliamento.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Come il lavoro di Roberto Kusterle abbia a che fare con il titolo generale sotto cui si colloca, quest’anno, il Festival Internazionale di Musica Sacra, mi sembra evidente. Questo titolo è “Sacralità del profano” e indica, mi pare con chiarezza, il taglio concettuale della manifestazione: ciò che è “profano”, che cioè non rientra, secondo una considerazione usuale, nell’ambito del “sacro”, in realtà ha comunque, in radice, a che fare con esso, poiché l’universo e tutto quel che vi è contenuto non ha spiegazione a partire dall’umano, da ciò che noi possiamo fare o pensare, ma ha spiegazione – se ce l’ha – in un ambito che ci trascende, e che necessariamente ci pone domande. Davanti a queste domande l’umanità ha elaborato, nel corso dei millenni, varie risposte, religiose o filosofiche, e attorno a queste risposte continua ad affaticarsi, spinta dalla insopprimibile necessità di sapere che la occupa. L’arte, assieme alla scienza e alla filosofia, è appunto uno dei modi attraverso cui l’uomo si interroga sulla realtà, e direi che l’arte ha una particolare efficacia quando si tratta di porre le domande, quando, soprattutto, si tratta di metterne in evidenza l’ineludibilità. […]

Videointerviste

CONCERTO DI APERTURA
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Suite n.2 per violoncello solo
Preludio – Sarabanda

ANNA MOLARO, violoncello. Nata a Udine nel 1992, intraprende giovanissima lo studio del violoncello con Ennio Francescato, per poi approfondirlo con Carlo teodoro, conseguendo sotto la guida il diploma accademico di II livello con il massimo dei voti e la lode.
Si è perfezionata con W. Panhofer e M. Flaksman per il repertorio solistico, con i M° F. Calabretto, C. Teodoro, G. Fontanella, A. Battiston, U. Cividino e F. Bertoli per la musica da camera. Inoltre approfondisce lo studio del repertorio barocco solistico e cameristico con i M° W. Vestidello, C. Jones, A. Marchiol, C. Contadin e B. Ferrara.
Si è esibita in duo con il fratello Giovanni e in formazioni cameristiche presso la sede RAI di Trieste, al Mittelfest di Cividale, a Sacile, a Pordenone, a Sappada e in altre sedi regionali.
Ha partecipato a stages orchestrali tenuti dai M° F. A. Krager e dal violinista A. Grabiec, entrambi professori dell’Università di Huston (Texas).
Svolge attività orchestrale con l’Orchestra Giovanile Cherubini, sotto la guida dei M° R. Muti, D. Renzetti, W. Marshall, D. Russel Davies, N. Paszkowski e T. Battista. Ha collaborato inoltre con la FVG Mitteleuropa Orchestra, con l’Orchestra San Marco di Pordenone, l’Orchestra Naonis e con l’orchestra giovanile SFK. È attualmente I violoncello dell’orchestra giovanile “Filarmonici Friulani”.
Ha conseguito inoltre la laurea di I livello in Composizione e Direzione di Coro presso il Conservatorio di Udine con il massimo dei voti, lode e menzione, approfondendo lo studio con i M° Paolo Paroni e Cristiano Dell’Oste.
Approfondisce inoltre l’aspetto didattico conseguendo il diploma pedagogico Willems. Nel 2013 ha vinto il concorso di composizione “Il giardino del futuro” con la fiaba musicale dedicata a giovanissimi esecutori “Il pifferaio magico di Hamelin”.

NATA. NEL BUIO DEL GIORNO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Cordenons e Associazione Media Naonis. A cura di Giancarlo Pauletto

Le “tele nere” di Nata, compiute tra il 1989 e il 1990, sono una vasta impresa pittorica di cui non molto è ve-nuto finora alla luce. Si tratta infatti di opere, oltre che di grande impegno, anche di notevole dimensione, tali da richiedere spazi piuttosto vasti per una loro esposizione non troppo limitata.
In questa occasione, tuttavia, anche un numero ristretto di esse giunge a perfetta destinazione, trattandosi di una mostra che si lega alla XXVIII edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, nell’ambito del quale è consuetudine ormai consolidata la presenza di esposizioni d’arte, che abbiano rapporto con il tema generale del Festival, che quest’anno si riassume nell’espressione “Sacralità del profano” […]

CONCERTO DI APERTURA

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Sonata n.1 per violino solo
Adagio – Siciliano

Eva Miola, violino
Nata nel 1999, inizia lo studio del violino con la prof.ssa Ellero e dal 2016 frequenta il Triennio Accademico presso il conservatorio J. Tomadini di Udine sotto la guida della prof.ssa Malusà per il violino, dei proff. Teodoro (2018) e Calabretto (2019 per la musica da camera.
Dal 2015 si perfeziona col prof. Fister del conservatorio di Klagenfurt.
Collabora con l’Orchestra Giovanile Italiana (OGI) come concertino dei primi e spalla dei secondi, con l’Orchestra Nazionale dei Conservatori (ONCI) e con l’orchestra giovanile “Filarmonici Friulani”.

TRIUMPHIVE SAX QUINTET

Andrea Bassi, Christian Soranzio, Elias Faccio,
Florin Pita, Lorenzo Grangetto

Il Triumphive Sax Quintet nasce nel 2018 a Udine dall’idea di 5 studenti ed ex studenti della classe di sassofono del Conservatorio Tomadini del Professor Fabrizio Paoletti. Il gruppo si è già esibito in manifestazioni nazionali ed internazionali, tra le quali l’Euromusic Festival di Esslingen (Germania) e Festival di Vienne (Francia); ha partecipato inoltre all’“International Chamber Music Competition” a Majano del Friuli, classificandosi al terzo posto assoluto. Il Triumphive Sax Quintet intende porsi come una formazione in grado di sfruttare al meglio le capacità timbriche e le peculiarità dello strumento attraverso una continua ricerca tecnica ed estetica, con un’attenzione particolare per l’elaborazione di trascrizioni e arrangiamenti, curate dagli stessi esecutori.

EL CANTAR DEL ALMA

Laura Maria Ulloa Hernandez
e Daniela Esposito, soprani
Franco Calabretto, pianoforte

Domenica 1 dicembre, ore 11.00
Museo Archeologico Nazionale Cividale del Friuli

Giovedi 19 dicembre, ore 15.30
Università della Terza Età Pordenone

Videointervista a Franco Calabretto, Laura Maria Ulloa Hernandez e Daniela Esposito

rosegue la collaborazione col Conservatorio friulano al fine di dare voce ai migliori giovani e promettenti musicisti. Il progetto è volto all’indagine sul repertorio cameristico sacro, affidato agli studenti di canto e musica da camera del prof. Calabretto, al fine di riscoprire e studiare pagine poco eseguite, con un focus annuale dedicato ad una nazione o ad una lingua, con particolare predilezione per l’ambito contemporaneo e per le lingue minoritarie. Dopo l’indagine degli scorsi anni sul repertorio italiano prima e tedesco (Lied) poi, nel corso del presente anno accademico è previsto l’approfondimento dell’ambito latino americano, con l’utilizzo di testi in lingua spagnola, catalana, basca.

THE HUNDRED COLOURS
OF EXILE AND LOVE

Lo straordinario incontro fra la tradizione della musica araba e quella europea, barocca e contemporanea: tre grandi artisti internazionali – Alice Foccroulle soprano, Moneim Adwan voce e ud, Bernard Foccroulle organo – per un concerto di suggestiva magia sonora.

Videointervista a Bernard Foccroulle, organista e compositore

Nel segno dell’incontro fra diverse tradizioni musicali – quella araba e quella europea barocca e contemporanea, l’appuntamento per il gran finale della XXVIII edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra promosso da Presenza e Cultura e Centro Iniziative Culturali Pordenone in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, diretto dai Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, sostenuto da Comune di Pordenone, Electrolux, Bcc Pordenonese e Diocesi di Concordia Pordenone. In scena tre grandi artisti internazionali: Alice Foccroulle soprano, Moneim Adwan voce e ‘ud, Bernard Foccroulle organo, provenienti da differenti culture: Moneim Adwan viene da Gaza e vive in Francia; canta e suona l’Ud, il liuto tradizionale della musica araba. il soprano Alice Foccroulle e l’organista Bernard Foccroulle si occupano di musica di tradizione europea, dal barocco al nostro tempo: due “scuole” musicali ricche ed estremamente diverse, che differiscono su vari aspetti: la modalità di trasmissione europea è scritta su partitura, quella araba viene trasmessa oralmente. L’ingresso al concerto è aperto gratuitamente
«Il programma – spiegano i direttori artistici Franco Calabretto e Eddi De Nadai – non intende fare della “fusion”, mantiene individuate le due anime, e propone una specie di dialogo tra loro, per dare al pubblico la possibilità di un confronto ma anche della scoperta di connessioni tra alcune specifiche caratteristiche di entrambe. Il concerto è strutturato sui due temi principali, esilio e amore. L’amore è la più universale esperienza umana e il biblico Cantico dei cantici è il più straordinario poema che connette l’amore tra gli esseri umani e l’amore tra gli esseri umani e Dio. L’esilio è l’odierna quotidiana esperienza, crudele e cruenta, che riguarda molte popolazioni, portate a fuggire dalla guerra e dai disastri dei loro paesi. Il poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941–2008) ha scritto meravigliose poesie sull’esilio, molte di queste riflettono la reale condizione di molti palestinesi e allo stesso tempo il sentimento universale di un esilio spirituale di cui l’umanità ha fatto in qualche modo esperienza». «Ulteriore elemento comune fra queste culture – spiega l’organista Bernard Foccroulle è la natura: la stessa terra, alla luce dello stesso sole, contemplando le stesse stelle. Il mare Mediterraneo svolge un ruolo importante negli scambi tra Est e Ovest, nei conflitti e nelle migrazioni. Speriamo che questo concerto consenta al pubblico di godere di queste differenze, musicali e non solo, e di condividere l’esperienza umana e i valori che lo hanno ispirato».

INRI. Passione secondo Anonimo

Su testi di Giuseppe Di Leva e dai Vangeli. Musica di Carlo Galante
Patrizia Polia, soprano / Matteo Vitanza, voce recitante
New MADE Ensemble
Alessandro Calcagnile, direttore

La storia è di quelle che tutti conosciamo bene: quel venerdì che da duemila anni viene definito “santo”. Un uomo viene processato dal Sinedrio di Gerusalemme, e giudicato sommariamente. È definito colpevole. viene mandato dal procuratore romano perché questi ratifichi la sentenza: ma come poteva apparire questa vicenda, nelle ore in cui si svolgeva, quando nessuno- tranne pochi seguaci- immaginava che quell’uomo potesse essere il figlio di Dio? Quali erano le forze in gioco, quali gli intrecci di interessi, le divisioni incolmabili? Dalla storia di Cristo, nell’apice del suo passaggio umano, prende avvio “Inri. Passione secondo Anonimo”, la produzione realizzata su testi di Giuseppe Di Leva che si integrano ai Vangeli e su musica di un compositore cult del nostro tempo, Carlo Galante. L’evento, proposto in collaborazione con il Centro Musica Contemporanea di Milano, vedrà protagonista, con il soprano Patrizia Polia e con l’attore Matteo Vitanza, voce recitante, la formazione del New MADE Ensemble – Tania Camargo Guarnieri e Gaspare Raule violini, Franco Formenti viola, Alexander Zyumbrovsky violoncello – che valorizza e divulga nel mondo l’opera dei maggiori compositori della fine del Novecento e dei giorni nostri. Dirige il Maestro Alessandro Calcagnile.

Videointervista al compositore Carlo Galante

Perchè Ponzio Pilato concede il corpo di Cristo agli uomini che glielo hanno chiesto, dopo aver fatto mettere sulla croce l’iscrizione INRI? E perché, al mattino della domenica, quel corpo seppellito il venerdì sera non è più nella tomba? “Inri. Passione secondo Anonimo” si dipana attraverso lo sguardo di un immaginario “segretario” di Ponzio Pilato, un intellettuale romano che osserva i fatti e cerca di capirli, consapevole che quanto sta avvenendo cela molti misteri e quell’episodio – non così singolare per l’epoca – avrà profonde conseguenze. Proprio quel funzionario romano può rappresentare il punto di vista di molti “contemporanei” intorno alle vicende della Passione: uno sguardo incuriosito, spesso appassionato ma profondamente “laico”. Un attore, Matteo Vitanza, si incarica di dare voce all’anonimo romano, un quartetto d’archi – New Made Ensemble – segue la narrazione infondendogli spazio sonoro e drammatico, una voce di soprano – Patrizia Polia – scandisce le pause della narrazione con le sue arie, in una sorta di via crucis musicale.
La musica di Carlo Galante è stata eseguita più volte negli Stati Uniti, in Svizzera, Spagna, Brasile, Germania, Regno Unito, Francia. Committenze per nuove opera gli sono state assegnate dalla Rai di Roma e di Napoli; dall’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano; dall’Orchestra Sinfonica Siciliana; dall’Orchestra Verdi di Milano, dai Pomeriggi musicali di Milano. L’attività del soprano Patrizia Polia spazia dall’opera e dal concerto sinfonico con voci soliste alla Musica da Camera e alla produzione contemporanea. Si è esibita in Festival e presso istituzioni di primo livello come Ravenna Festival, Festival dei Due Mondi, Inventionen a Berlino, Memorie Sonore a Stoccolma, Festival Barocco di Viterbo, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Nuova Consonanza, con orchestre e ensemble quali Accademia Barocca di Santa Cecilia, Concerto Italiano, Filarmonica Marchigiana, Virtuosi Italiani. E’ stata diretta da personalità come Carlo Boccadoro, Luis Bacalov, Fabio Maestri, Ennio Morricone, Markus Stockhausen e molti altri. Matteo Vitanza si diploma come attore alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, vince singolarmente diversi premi e nel 2019, con il Teatro dei Gordi, il Premio Hystrio alla migliore compagnia italiana emergente. Partecipa a molti programmi tv di satira politica, lavorando, fra gli altri, con Maurizio Crozza su La7. Alessandro Calcagnile, direttore d’orchestra e pianista, raffinato interprete della musica del Novecento, ha collaborato con alcuni dei più importanti compositori italiani viventi. Si è esibito presso il Teatro Arcimboldi e Dal Verme di Milano, il Teatro Sociale di Como, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Regio di Parma, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il New MADE (New Music and Drama Ensemble) è l’Ensemble in residence del Centro Musica Contemporanea di Milano. Sin dalla sua fondazione si è impegnato nella promozione della musica classica contemporanea e nell’ampliamento del repertorio italiano. Include in repertorio le maggiori composizioni cameristiche del Novecento, come il Pierrot Lunaire di Schoenberg e Le Marteau sans maître di Boulez, ma anche opere di teatro musicale quali L’Imbalsamatore di Giorgio Battistelli, l’operina La Cortina di Gala di Luca Mosca, Infinito Nero Estasi di un atto di Salvatore Sciarrino.

THEÓS

Cantata su testi di ispirazione sacra, per 2 soprani, ensemble ed elettronica Musica
e drammaturgia di Mario Pagotto
Nataša Trček e Francesca Paola Geretto, soprani
Elia Andrea Corazza, sound design e programmazione elettronica
Virtuoso Soloists Ensemble

Servizio TGRFVG

La ricerca della spiritualità come esigenza primaria dell’uomo, declinata anche – e soprattutto – attraverso il linguaggio della musica: da queste premesse nasce il progetto Theós, una riflessione musicale ma anche la ricerca di un percorso, fra i tanti possibili, all’interno della spiritualità. […] in scena il pubblico troverà le due soprano Francesca Paola Geretto e Nataša Trček, insieme a un Ensemble vivacissimo di giovani “all stars”, The Virtuoso Soloists composto da Courtney Miller oboe, corno inglese e duduk, Samuel Brandão Marques clarinetto e clarinetto basso, Yoni Avi Battat viola e oud, Gracie Keith violoncello, Edoardo Carpenedo pianoforte, Inês Andrade sintetizzatore. Voce recitante l’attore Giulio Raffin, direttore e Maestro concertatore il compositore stesso Mario Pagotto. Il sound design è a cura di Elia Andrea Corazza.
Sarà proprio la musica, la più impalpabile tra le arti, a guidarci attraverso un dedalo di citazioni da opere di autori mistici di epoche diverse e differenti confessioni religiose. Un percorso che si compenetra ai testi originali di Mario Pagotto e ad altri estratti dal Paradiso di Dante Alighieri e dal libro di Qoelet (le bibliche Ecclesiaste), il cui Vanitas vanitatum ha tanto influenzato la coscienza culturale occidentale: un esempio per tutti arriva dal Canto a sé stesso di Giacomo Leopardi. Mario Pagotto, perfezionatosi all’Accademia Chigiana e all’Accademia di Santa Cecilia con Franco Donatoni, direttore della scuola di musica della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. è autore di numerose composizioni eseguite in prestigiose location come “Sonopoli” di Venezia, “Festival Internazionale di Venezia” della Pietà, “Soliste de l’atelier instrumental du XXe Siécle”di Lione, “Rive Gauche” di Torino, Festival di Musica contemporanea di Pechino, Nuovi Spazi Musicali Roma; Stagione Orchestra Sinfonica Verdi di Milano, Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, Columbia University New York e radiodiffuse dalla RAI Radio 3, RAISAT e dal Canale Rai Radio Classica e da altre emittenti europee. Francesca Paola Geretto, diplomata al Conservatorio di Vicenza, si è perfezionata con Mirella Freni e Mariella Devia. Recentemente ha cantato Vedova Allegra, Suor Angelica, Nozze di Figaro e Così fan tutte, Traviata a Verona, Cagliari, Perugia, Bari; diretta da Alapont, Renzetti, Quatrini, Segal; con la regia di Landi, Martone, Bonajuto, Krief. Fonda e dirige l’Ensemble Vocalia, pluripremiata compagine femminile in ambito nazionale e internazionale, e il Gruppo Vocale Viriditas. É docente di Canto Lirico presso la Scuola di musica della Fondazione S. Cecilia di Portogruaro. Formatasi artisticamente dal 2012 all’Accademia Musicale di Lubiana, Nataša Trček come solista ha contribuito alla creazione delle operine Le Petit Café di Teja Merhar, Čas di Simon Penšek e Gaja di Matic Romih. Ha inoltre collaborato alla realizzazione della prima esecuzione slovena dell’opera Turn of the Screw di Britten interpretando il ruolo di Flora. L’ensemble Virtuoso Soloists si è formato a New York City nel 2014 e nasce dal desiderio di un gruppo di giovani musicisti di commissionare, eseguire e incidere musica classica e contemporanea su palcoscenici di livello internazionale. I Virtuoso Soloists creano programmi unici che valorizzano le connessioni tra noti capolavori del repertorio classico e brani contemporanei. I Virtuoso Soloists si sono esibiti negli Stati Uniti in festival prestigiosi a New York, Boston, New Haven, Rockland, e sono stati “Ensemble in Residenza” presso lo storico teatro The Cabot a Beverly (Massachusetts, USA).

Videointervista a Mario Pagotto, direttore

Con Theós, nuovo lavoro commissionato al compositore veneto Mario Pagotto, il Festival si addentra in un terreno tanto affascinante quanto irto di difficoltà. Esiste un terreno di incontro per le tre religioni abramitiche? Pagotto ha dato corpo musicale ad alcuni testi, traendoli da autori della tradizione mistica delle tre religioni. La nuova composizione, che, accanto agli strumenti tradizionali, prevede anche l’utilizzo della musica elettronica, sarà interpretata da un giovane ensemble statunitense, nato all’interno della Boston University, specializzato nelle produzioni della nuova musica.

Nuova commissione del Festival Internazionale di Musica Sacra
Prima esecuzione assoluta

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