FLOWER IN THE DESERT

FVG Orchestra
SONIA PRINA contralto
NIR KABARETTI direttore
Musiche di Carrara, Bach, Mendelssohn

In prima esecuzione assoluta quattro canti del compositore pordenonese Cristian Carrara, per voce e orchestra su testi tratti dal libro di Isaia. Ogni canto è scritto in una lingua diversa: Italiano, Ebraico, Inglese, Latino. È un lavoro che racconta di un amore universale tra i popoli, tra le nazioni, tra le persone. La voce, il mezzosoprano, voce di Isaia, dialoga con il mondo, l’orchestra. “Fiore nel deserto” è anche metafora della speranza, della possibilità che abbiamo tutti noi, di aspettare, con pazienza, del fiore più tardivo. È il sorriso di chi ha aspettato tanto e, finalmente, ha visto i fiori sbocciare.
Completano il programma una Cantata di Bach e la Sinfonia di Mendelssohn “La Riforma”.

In partnership con Teatro Comunale di Carpi

Riprese a cura di Giorgio Simonetti

MATER

Sette meditazioni musicali di Carlo Galante, le quattro antifone mariane e il canto XXXIII del Paradiso di Dante
LIVIA RADO soprano, ELENA BUCCI voce recitante, ROSSANA CALVI oboe
Ensemble Vocale Harmonia Cordis

La Vergine Maria, madre di Gesù, rappresenta la “permanenza” del femminile nel nostro percepire la divinità. E dietro la figura della Madonna, già ricchissima in significati e iconografia, si cela segretamente un ricchissimo e remoto patheon di antiche divinità, portatrici di una sapienza arcana e misteriosa. Questa l’idea ispiratrice delle meditazioni di Galante, che si intrecciano con le antifone mariane (citandole) e con la dantesca Preghiera di San Bernardo: l’occasione per accostare il misticismo evocativo delle melodie gregoriane al penetrante linguaggio di un compositore laico ma affascinato dal “sacro”, intersecati nei versi della più alta spiritualità del cammino dantesco verso il Paradiso.

Riprese a cura di Giorgio Simonetti

MONSTRA TE ESSE MATREM

INGENIUM ENSEMBLE

Musiche di Palestrina, Rachmaninov, Desprez, Leighton, Gesualdo, Kodaly, Strmole

Il sestetto vocale sloveno, pluripremiato e attivo a livello internazionale, offre una silloge di brani dedicati o ispirati alla Vergine Maria composta di quattro parti che corrispondono alle quattro stagioni dell’anno liturgico: Avvento, Natale, Quaresima e Tempo Ordinario. Un percorso musicale che parte dal Rinascimento per giungere al Novecento e ai giorni nostri per una meditazione sulla figura di Maria nei suoi molteplici aspetti: da quello più umano di ragazza in attesa di partorire il Figlio di Dio a quello più divino di Madre e Regina di tutti i credenti.

Riprese a cura di Giorgio Simonetti

TEODORA

SCALATA AL CIELO IN CINQUE MOVIMENTI
opera da camera per soprano, attrice, danzatrice, coro e strumenti
Musica di Mauro Montalbetti
Libretto e regia di Barbara Roganti
Roberta Mameli soprano, Matilde Vigna attrice, AltreVoci Ensemble,
Coro 1685 dell’ISSM “Verdi” di Ravenna
Direttore Antonio Greco

Da figlia di un’attrice e di un custode dell’ippodromo di Costantinopoli a Imperatrice al fianco di Giustiniano, santa per la Chiesa Ortodossa ed eterna nei mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna: la storia di Teodora è cosi contraddittoria, per non dire mostruosa, che fino ai nostri giorni non si è riusciti a far chiarezza né sulla sua persona né sulla sua vita. Ideata per la Basilica ravennate di San Vitale, l’opera da camera di Montalbetti si addentra nel labirinto dell’esistenza dell’Imperatrice bizantina, là dove verità e calunnia coesistono, dove il corpo femminile convive con l’icona della santità. La musica, che guarda alla vocalità antica e al madrigale monteverdiano, nasce dal testo, profondamente musicale, di Barbara Roganti, peculiare nella scelta di parole quanto più sonore possibili.

Commissione Ravenna Festival 2021
in coproduzione col XXX Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone

Guarda il video

Litanie della Beata Vergine

NOVA ARS CANTANDI
Direttore Giovanni Acciai
Musiche di Legrenzi

Le Compietecon le Litanie e le antifone della Beata Vergine di Giovanni Legrenzi (1626-1690) vengono proposte per la prima volta in epoca contemporanea da uno degli ensemble di musica antica più accreditati a livello mondiale. Recentemente pubblicate in un CD Naxos, seguono con fedeltà lo schema delle preghiere prescritte dall’ultima ora dell’Ufficio divino, compendiando in un’unica silloge le due versioni previste dagli ordini monastici e secolari. Una proposta di altissimo livello filologico oltre che di raro fascino musicale.

ALBERTO GASPARDO, organo

Musiche di J. S. Bach, N. De Grigny, P.A. Pavona, G.B. Pescetti, R. Squillaci, F. Mendelsshon

Un concerto che intende valorizzare il giovane talento di un organista pordenonese che vanta studi nelle più prestigiose accademie europee e aff ermazioni in importanti concorsi internazionali, e una rete di strumenti di pregio, presenti nelle nostre chiese, in questo caso l’organo Zanin del Seminario Vescovile di Pordenone. Il programma prevede l’alternarsi di brani per solo organo e per voce e trombone.

In collaborazione con Associazione Vincenzo Colombo

Servizio TGRFVG del 5 novembre 2021, edizione delle ore 14.00

MAMMA NOSTA SOBERANA

ELENA LEDDA ENSEMBLE

Elena Ledda, cantante in lingua sarda per vocazione, impegnata politicamente a difendere la lingua e la cultura della sua terra (è stata assessore al Comune di Quartu), è di gran lunga la più nota voce della Sardegna all’estero. Nel suo progetto discografico “Cantendi a Deus” dedicato interamente al canto sacro, ha raccolto il lavoro di una lunga ricerca che ha evidenziato come in Sardegna i canti sacri mantengano ancora intatta la loro capacità comunicativa insieme alla loro funzione sociale.
Ha attinto alla pura tradizione, composto brani originali e, con lo stesso rispetto, rivisto e recuperato, senza snaturarne l’essenza, qualche canto la cui esecuzione si era persa nel tempo. I canti devozionali sardi sono in grande maggioranza dedicati al culto mariano, spesso di derivazione gregoriana, catalana, dall’antico al moderno.

In collaborazione con Associazione Euritmica

Servizio TGRFVG di sabato 30 ottobre 2021. Edizione delle 14.00

GIANNI PIGNAT

MATER DOLOROSA MATER GAUDIOSA
Fotografie

[…] architetto, artista e fotografo, ha molto viaggiato soprattutto per umanistica volontà di conoscenza, e dal mondo ha riportato una vasta serie di immagini, in cui non è stato difficile prenderne una quarantina incentrate, direttamente o indirettamente, sul tema della maternità.
Lo sguardo di Pignat è profondamente interessato all’umano.
Certo, egli è un fotografo che conosce il suo mestiere, e sa che un minimo di formalizzazione è necessario non solo per necessità di visione, ma proprio per rendere maggiormente significativo il momento e lo spazio che si vuol testimoniare.
Ma ciò che conta è soprattutto la sostanza umana che traspare, un’immediatezza che non deve essere nascosta, o non troppo, dalla bravura, dal “mestiere” di chi scatta la foto. […] GCP

Videointervista a Gianni Pignat

PROROGATA AL 30 GENNAIO 2022
Salone abbaziale Santa Maria in Silvis, Sesto al Reghena.
Ingresso con prenotazione obbligatoria [email protected]

Sono circa una quarantina gli scatti selezionati tra le innumerevoli immagini di reportage di Gianni Pignat, realizzate durante una vita di viaggi in tutto il mondo. Centrate sulla figura della maternità, colta soprattutto nel dolore a volte nella gioia. Mostra molto significativa in un tempo in cui la tragedia di donne che fuggono dalle guerre e tentano di sottrarre i loro piccoli alla fame, riempie spesso i telegiornali. Angosce che Pignat aveva colto anche prima della tragica stagione di guerre ed epidemia che il mondo sta vivendo, rilevando come l’umanità da sempre sia ingiusta e indifferente verso una parte rilevante di se stessa.

«Lo sguardo di Pignat – spiega il curatore Giancarlo Pauletto – è profondamente interessato all’umano. Certo, egli è un fotografo che conosce il suo mestiere, e sa che un minimo di formalizzazione è necessario non solo per necessità di visione, ma proprio per rendere maggiormente significativo il momento e lo spazio che si vuol testimoniare.
Ma ciò che conta è soprattutto la sostanza umana che traspare, un’immediatezza che non deve essere nascosta, o non troppo, dalla bravura, dal “mestiere” di chi scatta la foto.
Direi che questo atteggiamento si può vedere in tutte le fotografie di Pignat, mai aduggiate dal “troppo bello”, mai immalinconite da andature trasandate, che pure possono essere il pericolo di chi punta a una diretta, non filtrata immediatezza. Ciò vale sia per le fotografie che, facendo riferimento al titolo della mostra, potremmo definire “gaudiose”, sia per quelle che potremmo definire “dolorose”.
Poiché la maternità, qui, è quella dei ceti popolari non solo, ma anche dei ceti più disagiati, più vicini all’indigenza: nel Bangladesh, in Africa, in India, ma anche in Russia in Asia o in Perù.
E tuttavia la “mater gaudiosa” rimane qui più presente della “mater dolorosa”». Dunque una mostra di testimonianza, che dice come la maternità, senza la quale noi neppure esisteremmo, abbia ancora enorme bisogno di essere difesa dentro le violenze che agitano il nostro mondo, tutto il nostro mondo, anche quello che, con una parola non si sa se più inadeguata o sarcastica, si suol definire “sviluppato”.

Intermezzo musicale di Maria Lincetto a cura del Conservatorio Tomadini di Udine

MATERNITA’

Virgilio Tramontin
Renzo Tubaro

Nell’ambito delle iniziative del XXX Festival Internazionale di Musica Sacra 2021 “Trinitas. Trinità dell’Umano”
Progetto espositivo che nasce nell’ambito della XXX edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra organizzato da Presenza e Cultura, Comune di San Vito al Tagliamento, Centro Iniziative Culturali Pordenone e con il sostegno della Regione FVG.

Videointervista a Giancarlo Pauletto, curatore della mostra

Al momento di pensare ad una mostra incentrata sul tema della maternità, è stato facile qui, al Centro Iniziative Culturali Pordenone, far riferimento a due maestri dell’arte friulana contemporanea, Virgilio Tramontin (San Vito al Tagliamento 1908 – 2002) e Renzo Tubaro (Codroipo 1925 – Udine 2002), ambedue presenti, negli anni, alla Galleria Sagittaria.
La mostra, legata al tema “mater” che è quest’anno l’idea di riferimento del Festival Internazionale di Musica Sacra, ha evocato subito i disegni, le pitture e, nel caso di Tramontin, anche le incisioni che a questo tema i due artisti hanno dedicato, ambedue certo attratti dalla sua intensità sentimentale e generalmente umana, ma anche morale, in quanto tema naturalmente incardinato nell’idea della famiglia intesa come nucleo fondante, anche moralmente fondante, la società degli uomini.

Nella disposizione verso questo tema i due artisti sono molto simili, rappresentandolo essi in figure che nascono da esperienze di vita familiare accostabili e per così dire parallele: l’allattamento, la madre col bambino in braccio o madre e bambino sul letto, i bambini che dormono, ma anche la gravidanza o magari il lavoro domestico, la tavola apparecchiata o il gioco dei ragazzi e via e via, tanti simili momenti diventano spunto per disegni, acquerelli, tele, incisioni in cui la maestria dei due pittori rifulge in alto grado: ma diversamente, come diversi sono stati i loro maestri di riferimento, diverse le esperienze di vita e diversa la personale sintesi stilistica che da tutto ciò Tramontin e Tubaro hanno saputo ricavare durante gli intensissimi anni della loro attività, testimoniata del resto in ampli curricola di mostre personali e collettive, e in un’antologia critica ricca di testimonianze assai probanti… […]

Intermezzo musicale con Maria Lincetto a cura del Conservatorio Tomadini di Udine

Newsletter

Iscriviti per rimanere aggiornato sulle novità e gli eventi di Musica Pordenone.