Guillou Consort
Matteo Cesarotto direttore
Musiche di Perosi e Miserachs-Grau
Celebrando Lorenzo Perosi e Valentino Miserachs Grau è il sottotitolo di un progetto dedicato a due papi Leone. Nel 1903 Perosi (di cui ricorre il 70° anniversario della morte) scrisse di getto una Messa da
Requiem per i funerali di Papa Leone XIII. In omaggio a S.S. Papa Leone XIV verranno invece eseguite alcune pagine di monsignor Miserachs, figura di prim’ordine nel campo della musica sacra contemporanea, a 60 anni dalla sua ordinazione presbiteriale: sacerdote con la vocazione alla musica, come fu don Lorenzo Perosi.
Sarà una produzione musicale decisamente speciale, l’Omaggio a Papa Leone portato in scena da Guillou Consort, con debutto nel Duomo di Pordenone e replica nella Basilica di San Pietro in Vaticano, a siglare la solenne inaugurazione – domenica 11 ottobre – del cartellone autunnale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla sua 35^ edizione come sempre promossa da Presenza e Cultura, attraverso una nuova triennalità sul tema “Fede ed eresia”. Realizzato per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, il Festival è realizzato in sinergia con il Ministero della Cultura, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile: nel programma figurano 9 concerti di scena fino al 15 novembre fra Pordenone e Udine, con l’anteprima di importanti nuove scritture e produzioni. L’evento si sviluppa in sinergia con i media partner Rai Friuli Venezia Giulia, Rai Radio 3 e con il partner Italiafestival.
L’Omaggio a Papa Leone avvia dunque la seconda parte del 35mo Festival Internazionale di Musica Sacra: «una produzione di particolare prestigio, che siamo onorati possa esordire a Pordenone, come incipit del cartellone autunnale – spiegano i direttori artistici Calabretto e De Nadai – per poi fare tappa a Roma, proprio nella Basilica di San Pietro in Vaticano».
«Papa Leone – dichiara il presidente di Presenza e Cultura Don Orioldo Marson – ha iniziato il suo Pontificato con uno stile improntato all’ascolto e alla comunione, senza gesti o segni di rottura. Nella continuazione sta mostrando atteggiamento fermo e determinato in questa linea, ponendosi sempre più come una delle principali, se non la principale, guida morale spirituale dell’umanità».
Appuntamento, quindi, domenica 11 ottobre alle 15.30 nel Duomo Concattedrale San Marco di Pordenone, dove il Guillou Consort diretto da Matteo Cesarotto si esibirà nell’esecuzione della Messa da Requiem che Lorenzo Perosi scrisse di getto nel 1903, per i funerali di Papa Leone XIII. Di Perosi ricorre proprio quest’anno il 70° anniversario della morte, la Messa da Requiem rappresenta certo una pagina di straordinaria intensità. Dal punto di vista prettamente musicale, il Requiem perosiano si distingue per il superamento della magniloquenza operistica ottocentesca – considerata a quel tempo quasi “eretica” per i canoni liturgici – a favore di una scrittura introspettiva e intimamente legata alla parola sacra. Scritta originariamente per voci maschili e organo, la composizione fonde la purezza del canto gregoriano con le suggestioni della grande polifonia rinascimentale di Palestrina, non rinunciando a modernissime tensioni armoniche. L’architettura sonora evoca una forte carica emotiva: il dolore per la perdita del Pontefice si stempera in una sommessa e solenne preghiera di speranza, unendo idealmente il rigore dogmatico della fede alla libertà espressiva del genio italiano. Preludio d’eccezione della produzione inaugurale sarà l’esecuzione di serie di Mottetti originali del grande compositore Valentino Miserachs-Grau, direttore della Cappella Musicale e figura di prim’ordine nel campo della musica sacra contemporanea, a 60 anni dalla sua ordinazione presbiteriale: una straordinaria personalità sacerdotale vocata alla musica. I Mottetti di Miserachs-Grau rappresentano una magistrale sintesi di aderenza testuale e sapienza contrappuntistica. Lo stile si colloca nel solco della tradizione romana, ma si apre a soluzioni armoniche moderne, capaci di far dialogare le voci e l’organo in un flusso sonoro che è, al tempo stesso, alta speculazione intellettuale e immediato veicolo di preghiera. Come don Lorenzo Perosi, anche monsignor Miserachs incarna la figura del “sacerdote musicista”, un’anima votata all’arte che trova nello spartito la sintesi perfetta tra l’obbedienza della fede e l’ispirazione artistica.
Precederà l’evento musicale una lezione incentrata proprio sulla serata inaugurale, Da Leone a Leone, attraverso Francesco, affidata al teologo Roberto Tondato, in programma venerdì 9 ottobre, alle 15.30 nell’Auditorium del Centro Casa Zanussi di Pordenone. Tema di fondo è rappresentato da alcuni punti di convergenza che stanno emergendo nel magistero di Papa Prevost con i predecessori Leone XIII e Francesco. Il richiamo a Leone XIII, il papa della Rerum Novarum, non è un mero omaggio storico. Papa Prevost riprende con forza questo impegno per la giustizia sociale, reinterpretandolo alla luce delle sfide globali del XXI secolo: la crisi climatica, le migrazioni, le nuove povertà e le disuguaglianze strutturali, il grande tema dell’Intelligenza Artificiale (vedi la prima enciclica Magnifica humanitas). Parallelamente, spesso il Papa fa riferimento all’esortazione apostolica Evangelii gaudium, in cui Francesco toccava il tema della gioia del Vangelo “come motore dell’azione missionaria della Chiesa”. La centralità di Cristo e l’invito a essere missionari sono temi che anche Leone XIV sta facendo propri, all’insegna della continuità con due figure che, pur distanti nel tempo, vengono a caratterizzare il suo magistero pontificio: Leone XIII e Francesco.