MATERNITA’

Virgilio Tramontin
Renzo Tubaro

Nell’ambito delle iniziative del XXX Festival Internazionale di Musica Sacra 2021 “Trinitas. Trinità dell’Umano”
Progetto espositivo che nasce nell’ambito della XXX edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra organizzato da Presenza e Cultura, Comune di San Vito al Tagliamento, Centro Iniziative Culturali Pordenone e con il sostegno della Regione FVG.

Videointervista a Giancarlo Pauletto, curatore della mostra

Al momento di pensare ad una mostra incentrata sul tema della maternità, è stato facile qui, al Centro Iniziative Culturali Pordenone, far riferimento a due maestri dell’arte friulana contemporanea, Virgilio Tramontin (San Vito al Tagliamento 1908 – 2002) e Renzo Tubaro (Codroipo 1925 – Udine 2002), ambedue presenti, negli anni, alla Galleria Sagittaria.
La mostra, legata al tema “mater” che è quest’anno l’idea di riferimento del Festival Internazionale di Musica Sacra, ha evocato subito i disegni, le pitture e, nel caso di Tramontin, anche le incisioni che a questo tema i due artisti hanno dedicato, ambedue certo attratti dalla sua intensità sentimentale e generalmente umana, ma anche morale, in quanto tema naturalmente incardinato nell’idea della famiglia intesa come nucleo fondante, anche moralmente fondante, la società degli uomini.

Nella disposizione verso questo tema i due artisti sono molto simili, rappresentandolo essi in figure che nascono da esperienze di vita familiare accostabili e per così dire parallele: l’allattamento, la madre col bambino in braccio o madre e bambino sul letto, i bambini che dormono, ma anche la gravidanza o magari il lavoro domestico, la tavola apparecchiata o il gioco dei ragazzi e via e via, tanti simili momenti diventano spunto per disegni, acquerelli, tele, incisioni in cui la maestria dei due pittori rifulge in alto grado: ma diversamente, come diversi sono stati i loro maestri di riferimento, diverse le esperienze di vita e diversa la personale sintesi stilistica che da tutto ciò Tramontin e Tubaro hanno saputo ricavare durante gli intensissimi anni della loro attività, testimoniata del resto in ampli curricola di mostre personali e collettive, e in un’antologia critica ricca di testimonianze assai probanti… […]

DANIELE INDRIGO. GOTICA

Contrappunti d’architettura

Nell’ambito delle iniziative del XXX Festival Internazionale di Musica Sacra 2021 “Trinitas. Trinità dell’Umano”.
Progetto espositivo che nasce nell’ambito della XXX edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra organizzato da Presenza e Cultura, Associazione Culturale Media Naonis, Centro Iniziative Culturali Pordenone e Comune di Cordenons, con il sostegno della Regione FVG.

Videointervista

[…] siamo venuti a conoscenza dell’attività di Daniele Indrigo, fotografo sacilese operante da oltre vent’anni, e che è stato già variamente protagonista di esposizioni personali e collettive, con serie di lavori che egli elabora e porta avanti nel tempo, cercandone con costanza e – vorremmo dire – con puntigliosa acribia l’edizione che lo soddisfi in maniera compiuta: almeno nei limiti in cui la compiutezza sia perseguibile all’interno delle umane attività.
Abbiamo apprezzato fervidamente l’intensità “mitica” dei suoi paesaggi, […] immagini realizzate all’interno di grandi cattedrali di Francia e Gran Bretagna dalle quali certo, e direi inevitabilmente, traspare la sostanza di razionalità costruttiva che ha reso possibile quelle costruzioni, ma ancor più traspare quel senso di immersione in uno “spazio sacro”, che credo sia esperienza comune per tutti coloro i quali, visitando queste grandi, spesso immense strutture architettoniche, non siano insensibili al senso di un “mistero”, che non diventa meno avvertibile per il fatto di essere storicamente inserito entro le grandi strutture della cultura filosofica e teologica medioevale.

Indrigo, fotografando, ha scelto a volte tagli obliqui, di movimento, rinvigorendo quel senso di meraviglia, di stupore incantato che coglie il visitatore dentro un ambiente che lo sovrasta per la sua grandiosità, ma anche per la sua sostanziale inconoscibilità poiché, qualunque sia il punto in cui egli sosta, molte sono le parti della struttura che gli rimangono nascoste, alimentando così il senso dell’esplorazione e della scoperta, cioè il senso di un’esperienza che, se vissuta non superficialmente, si rivela essere, per le emergenze sensoriali e per le domande che via via propone, una vera e propria esperienza conoscitiva.
Spazio “sacro”, misterioso, e tuttavia anche spazio “accogliente”, se non altro per le risonanze culturali che esso suscita almeno nel visitatore europeo: per il quale la nozione di “cattedrale” importa certamente il senso della maestosità, ma anche quello di spazio aperto, spesso anche di spazio di protezione e rifugio, come fu nel medioevo e oltre.

LABORATORI DI ANIMAZIONE E ILLUSTRAZIONE

A cura di Silvia Pignat
In collaborazione con Centro Iniziative Culturali Pordenone

Istituto Comprensivo Meduna-Tagliamento
Scuola dell’Infanzia Il Tiglio San Martino al Tagliamento

PAOLA FRANCESCHINI, illustratrice

Scuola Primaria Enrico Fermi
dell’Istituto Comprensivo Cadelli di Roveredo in Piano
MARTA LORENZON, illustratrice

Scuola dell’Infanzia San Giuseppe di Prata di Pordenone
ALESSANDRA CIMATORIBUS, illustratrice

Scuola dell’Infanzia di Palse
dell’Istituto Comprensivo Jacopo di Porcia
GLENDA SBURELIN, illustratrice

24 novembre – 23 dicembre 2019
Villa Frova, Comune di Caneva

ILLUSTRATRICI SULLE ORME DI LEONARDO

BRUNO BELTRAMINI. IL TEMPO ILLUMINATO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Sesto al Reghena.
Nell’ambito delle iniziative del XXVIII Festival Internazionale di Musica Sacra 2019 Sacralità del profano.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Raramente mi è capitato di percepire la neve, la pioggia, il verde del bosco, le nuvole, il sapore del legno e della pietra come davanti alle immagini create da Bruno Beltramini, un fotografo ben particolare, che non si limita ad attendere e costruire l’inquadratura che lo interessa, ma stampa l’immagine su una carta di pregio che egli sa bene servire ai suoi scopi, e poi la ricopre totalmente, sulla base fotografica, con pastelli morbidi e fluenti che trasformano la fotografia in pittura. Vi sono quindi almeno tre operazioni fondamentali che presiedono al suo lavoro: l’attesa, la costruzione, il passaggio col pastello. L’attesa è, forse, il momento essenziale del lavoro creativo, non perché le altre due fasi siano meno importanti, ma per- ché essa è all’origine di tutto il processo. Beltramini trova i suoi paesaggi davanti alla natura, li scova anche con lunghi appostamenti, e non perché vada cercando inquadrature particolarmente desuete o strane: sempre curatissime, esse sono tuttavia, – per così dire – feriali, quotidiane, ma è proprio in ciò che diventa luminosamente chiara l’affermazione che quest’arte ci mette davanti, un’affermazione, a ben pensarci, straordinariamente ottimistica e tuttavia difficilmente ricusabile proprio a partire dai “testi” dell’artista: la bellezza si libra sopra la terra, è dappertutto, e il nostro vero problema sta semmai nel fatto che non la vediamo, nel fatto, forse, che non possiamo vederla, ma anche non “vogliamo”, vederla. […]

Videointerviste

CONCERTO DI APERTURA
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Suite n.2 per violoncello solo
Preludio – Sarabanda

Federico Pellaschiar, violoncello. Nato a Trieste nel 2000, ha iniziato i propri studi di Violoncello presso la Fondazione “Luigi Bon” di Udine sotto la guida del maestro Andrea Musto. Ha seguito corsi di perfezionamento a Vienna con il maestro Panhofer. Per il repertorio solistico e per quello cameristico con i maestri Mendelssohn e Sello, con la quale si è esibito in diverse formazioni in Italia e all’estero. Collabora con diverse formazioni orchestrali quali I Filarmonici Friulani, l’Accademia Symphonica, l’orchestra del Conservatorio di Udine e l’orchestra della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. Attualmente frequenta il Conservatorio Tomadini di Udine nella classe di Violoncello del professor Ennio Francescato.

GIULIO BELLUZ. CREATURE DELLA VITA

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Caneva.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Creature della vita è il titolo di questa mostra di Giulio Belluz a Villa Frova di Caneva, e io credo che, nella sua semplicità e immediatezza, dica molte cose. Dice anzitutto, implicitamente ma chiaramente, della grandiosa estensione della vita medesima, poiché tutti sappiamo che essa va dai microorganismi unicellulari alla ancora non ben conosciuta complessità del cervello umano; da organismi che riescono a sopravvivere dentro il gelo degli spazi interstellari o vicino al calore delle eruzioni sottomarine, ad altri che basta una variazione di pochi gradi di temperatura a far morire. La vita, insomma, è un mondo dove tutto si tiene, e se è vero che nella tradizione della cultura occidentale all’uo-mo è stato riservato un posto privilegiato, oggi sempre più si comprende che tale “privilegio” è sostenibile solo se la sua azione sulla terra è rispettosa degli equilibri generali, è, insomma, in grado di dare “a ciascuno il suo”, pena un progressivo impoverimento della vita stessa e, nel caso peggiore – nel caso cioè di una distruzione atomica – la sua scomparsa, almeno nei modi che finora abbiamo conosciuto. Queste considerazioni spiegano bene, ci sembra, anche la presenza di Giulio Belluz all’interno delle mostre d’arte previste per il XXVIII Festival Internazionale di Musica Sacra, intitolato quest’anno, appunto, Sacralità del profano. Gli uccelli, i pesci, gli altri animali che l’artista presenta in questa mostra appartengono certo, in una considerazione abituale ed utilitaria, all’ambito del “profano”. Una gallina, un germano, una lepre, un luccio vengono, nella quotidianità della vita, considerati al più per la loro apparenza accattivante, o magari come selvaggina da portare in tavola, ben cotta e speziata: non sono certo viste come creature che, assieme a noi, abitano gli incommensurabili spazi dell’universo, vivono sensazioni, trepidazioni, terrori: che sono, insomma, parte di un grande mistero. E invece appartengono anch’essi al “sacro” […]

Videointerviste

ROBERTO KUSTERLE. FIGURE DEL SILENZIO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone.
In collaborazione con il Comune di San Vito al Tagliamento.
A cura di Giancarlo Pauletto

Servizio TGRFVG

Come il lavoro di Roberto Kusterle abbia a che fare con il titolo generale sotto cui si colloca, quest’anno, il Festival Internazionale di Musica Sacra, mi sembra evidente. Questo titolo è “Sacralità del profano” e indica, mi pare con chiarezza, il taglio concettuale della manifestazione: ciò che è “profano”, che cioè non rientra, secondo una considerazione usuale, nell’ambito del “sacro”, in realtà ha comunque, in radice, a che fare con esso, poiché l’universo e tutto quel che vi è contenuto non ha spiegazione a partire dall’umano, da ciò che noi possiamo fare o pensare, ma ha spiegazione – se ce l’ha – in un ambito che ci trascende, e che necessariamente ci pone domande. Davanti a queste domande l’umanità ha elaborato, nel corso dei millenni, varie risposte, religiose o filosofiche, e attorno a queste risposte continua ad affaticarsi, spinta dalla insopprimibile necessità di sapere che la occupa. L’arte, assieme alla scienza e alla filosofia, è appunto uno dei modi attraverso cui l’uomo si interroga sulla realtà, e direi che l’arte ha una particolare efficacia quando si tratta di porre le domande, quando, soprattutto, si tratta di metterne in evidenza l’ineludibilità. […]

Videointerviste

CONCERTO DI APERTURA
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Suite n.2 per violoncello solo
Preludio – Sarabanda

ANNA MOLARO, violoncello. Nata a Udine nel 1992, intraprende giovanissima lo studio del violoncello con Ennio Francescato, per poi approfondirlo con Carlo teodoro, conseguendo sotto la guida il diploma accademico di II livello con il massimo dei voti e la lode.
Si è perfezionata con W. Panhofer e M. Flaksman per il repertorio solistico, con i M° F. Calabretto, C. Teodoro, G. Fontanella, A. Battiston, U. Cividino e F. Bertoli per la musica da camera. Inoltre approfondisce lo studio del repertorio barocco solistico e cameristico con i M° W. Vestidello, C. Jones, A. Marchiol, C. Contadin e B. Ferrara.
Si è esibita in duo con il fratello Giovanni e in formazioni cameristiche presso la sede RAI di Trieste, al Mittelfest di Cividale, a Sacile, a Pordenone, a Sappada e in altre sedi regionali.
Ha partecipato a stages orchestrali tenuti dai M° F. A. Krager e dal violinista A. Grabiec, entrambi professori dell’Università di Huston (Texas).
Svolge attività orchestrale con l’Orchestra Giovanile Cherubini, sotto la guida dei M° R. Muti, D. Renzetti, W. Marshall, D. Russel Davies, N. Paszkowski e T. Battista. Ha collaborato inoltre con la FVG Mitteleuropa Orchestra, con l’Orchestra San Marco di Pordenone, l’Orchestra Naonis e con l’orchestra giovanile SFK. È attualmente I violoncello dell’orchestra giovanile “Filarmonici Friulani”.
Ha conseguito inoltre la laurea di I livello in Composizione e Direzione di Coro presso il Conservatorio di Udine con il massimo dei voti, lode e menzione, approfondendo lo studio con i M° Paolo Paroni e Cristiano Dell’Oste.
Approfondisce inoltre l’aspetto didattico conseguendo il diploma pedagogico Willems. Nel 2013 ha vinto il concorso di composizione “Il giardino del futuro” con la fiaba musicale dedicata a giovanissimi esecutori “Il pifferaio magico di Hamelin”.

NATA. NEL BUIO DEL GIORNO

Mostra d’arte a cura di Presenza e Cultura e del Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con il Comune di Cordenons e Associazione Media Naonis. A cura di Giancarlo Pauletto

Le “tele nere” di Nata, compiute tra il 1989 e il 1990, sono una vasta impresa pittorica di cui non molto è ve-nuto finora alla luce. Si tratta infatti di opere, oltre che di grande impegno, anche di notevole dimensione, tali da richiedere spazi piuttosto vasti per una loro esposizione non troppo limitata.
In questa occasione, tuttavia, anche un numero ristretto di esse giunge a perfetta destinazione, trattandosi di una mostra che si lega alla XXVIII edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, nell’ambito del quale è consuetudine ormai consolidata la presenza di esposizioni d’arte, che abbiano rapporto con il tema generale del Festival, che quest’anno si riassume nell’espressione “Sacralità del profano” […]

CONCERTO DI APERTURA

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
dalla Sonata n.1 per violino solo
Adagio – Siciliano

Eva Miola, violino
Nata nel 1999, inizia lo studio del violino con la prof.ssa Ellero e dal 2016 frequenta il Triennio Accademico presso il conservatorio J. Tomadini di Udine sotto la guida della prof.ssa Malusà per il violino, dei proff. Teodoro (2018) e Calabretto (2019 per la musica da camera.
Dal 2015 si perfeziona col prof. Fister del conservatorio di Klagenfurt.
Collabora con l’Orchestra Giovanile Italiana (OGI) come concertino dei primi e spalla dei secondi, con l’Orchestra Nazionale dei Conservatori (ONCI) e con l’orchestra giovanile “Filarmonici Friulani”.

ESPLORANDO LA FANTASIA – SAROLTA SZULYOVSZKY

Nell’ambito delle iniziative del XXIX Festival Internazionale di Musica Sacra 2020 “Trinitas. Trinità dell’Umano”

VILLA FROVA, COMUNE DI CANEVA
Edificio storico dell’800 contenitore culturale e multifunzionale

La mostra, realizzata in collaborazione con il COMUNE DI CANEVA per iniziativa di PRESENZA E CULTURA e CENTRO INIZIATIVE CULTURALI PORDENONE, a cura di Silvia Pignat, è adesso visitabile in presenza fino al 20 giugno 2021, da lunedì a domenica in orario 15/18.30, solo su prenotazione per singoli o piccoli gruppi, inviando email a [email protected] Le visite del weekend nelle giornata di sabato e domenica vanno necessariamente prenotate entro il giovedì precedente.

“ESPLORANDO LA FANTASIA”, A VILLA FROVA DI CANEVA, LA MOSTRA OMAGGIO ALLA NOTA ILLUSTRATRICE UNGHERESE SAROLTA SZULYOVSZKY, DOCENTE DELLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI ILLUSTRAZIONE DI SARMEDE, NEL 2018 E 2019 NOMINATION AL PRESTIGIOSO ASTRIDE LNDGREN MEMORIAL AWARD, FRA I TESTIMONIAL DELL’UNGHERIA NEL 2021 ALLA BIENNALE DELL’ILLUSTRAZIONE DI BRATISLAVA.

CLICCA PER SEGUIRE IL PERCORSO VIRTUALE ALLA MOSTRA A CURA DELL’ILLUSTRATRICE SAROLTA SZULYOVSZKY

Un viaggio affascinante nell’illustrazione, nelle storie che sanno trasformare le cose apparentemente ordinarie in magici compagni di avventura, la mostra allestita a Villa Frova di Caneva nell’ambito del Festival Internazionale di Musica Sacra 2020, sospeso per pandemia lo scorso anno e in fase di recupero nel 2021. “Esplorando la fantasia: Sarolta Szulyovszky” è un itinerario in omaggio alla nota illustratrice ungherese che dal 1997 vive in Italia e insegna alla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sàrmede. Sarolta Szulyovszky, nata a Budapest, ha illustrato oltre 20 libri per bambini e adulti, per case editrici ungheresi, italiane, polacche e statunitensi e nel 2013 la sua copertina per “Folyékony tekintet” (ed. Libri, Budapest, 2013) è stata selezionata da The Wall Street Journal tra le 12 copertine più belle della Fiera del libro di Francoforte. Nel 2018 e nel 2019 è stata nominata al prestigioso premio Astrid Lindgren Memorial Award e nel 2021 è stata selezionata tra i 15 illustratori che rappresentano l’Ungheria alla Biennale d’Illustrazione di Bratislava.

UNA PREVIEW DIGITALE ARRIVERÀ CON LA VISITA GUIDATA FORMATO VIDEO, LUNEDÌ 3 MAGGIO ORE 18.00, online sui canali social facebook e youtube del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, nella produzione del filmmaker Giorgio Simonetti. Info [email protected]
Le immagini in mostra a Villa Frova, tutte inedite e per la prima volta esposte, ci portano in viaggio sulla terra, nel cielo e sull’acqua attraverso storie ambientate in paesi e in epoche reali e immaginarie. Sono tratte dagli ultimi libri illustrati dall’artista, come “Tündérkeresztanya” (La zia fata, Pagony, 2019), e “L’uomo delle bolle” (Erickson, 2019), una storia vera narrata da Irene Biemmi: il viaggio di un ex medico russo che diventa l’artista di strada più amato dai bambini in Italia. “Nagy Indánkönyv” (Manó Könyvek, 2020) è una raccolta dei celebri romanzi di J.F. Cooper che ci porta nelle praterie nord-americane del XIX secolo, mentre “Hősteki és az eltünt holdtehén” (Piccola tartaruga coraggiosa, Bookart, 2020), è il romanzo fantasy della giovane autrice ungherese Adrienn Dér che ci proietta in mondi popolati da creature fantastiche.
In mostra anche un progetto personale inedito dell’illustratrice: un dittico dedicato a Trosia Hilara, filatrice e tessitrice schiava che visse ad Aquileia nel I. secolo a.C. Trosia, lavorando con impegno e senza sosta, riuscì a riscattarsi dalla condizione di schiava pagando al suo padrone il prezzo della sua libertà. Divenne così una “liberta”, una donna libera, e titolare di un laboratorio artigianale di lavorazione della lana. La sua lapide è conservata nella Gallerie Lapidarie del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Per i visitatori più piccoli della mostra ci sono anche cinque pannelli didattici che spiegano come nasce un libro illustrato, in particolare come è nato “L’uomo delle bolle”. Dalla ideazione dei personaggi allo storyboard, gli schizzi, la scelta del palette colore: l’illustratrice spiega in dettaglio il suo metodo di lavoro.

SAROLTA SZULYOVSZKY
È un’illustratrice ungherese nata a Budapest e dal 1997 vive in Italia. In Patria ha studiato Arte applicata all’Università Nyugat-Magyarországi di Sopron. Dopo alcune esperienze in studi grafici, si avvicina al mondo dell’illustrazione frequentando un corso a Sàrmede nel 2005. Nello stesso anno viene pubblicato il suo primo libro. Finora ha illustrato oltre 20 libri per bambini e adulti, per case editrici ungheresi, italiane, polacche e statunitensi. Lavora con tecniche tradizionali (acrilico, collage, matita), con tecniche digitali e miste. Ha esposto nel 2011 e nel 2013 alla Biennale d’Illustrazione di Bratislava, nel 2008 al Salone del libro di Torino, dal 2007 al 2012 alla Mostra Internazionale di Illustrazione Le immagini della fantasia di Sàrmede e in molte altre mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2013 la sua copertina per Folyékony tekintet (ed. Libri, Budapest, 2013) è stata selezionata da The Wall Street Journal tra le 12 copertine più belle della Fiera del libro di Francoforte. Dal 2010 è docente di grafica e illustrazione presso enti di formazione professionale nel Friuli Venezia Giulia. Nel 2018 e nel 2019 è stata nominata al prestigioso premio Astrid Lindgren Memorial Award. Nel 2021 è stata selezionata tra i 15 illustratori che rappresentano l’Ungheria alla Biennale d’Illustrazione di Bratislava.

VOLTI. PITTURE. PAOLO DEL GIUDICE

Nell’ambito delle iniziative del XXIX Festival Internazionale di Musica Sacra 2020 “Trinitas. Trinità dell’Umano”

da sabato 31 ottobre 2020 a domenica 10 gennaio 2021
Sesto al Reghena- Salone abbaziale Santa Maria in Silvis
Dal venerdì alla domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00

Difficile, qualche mese fa, immaginare di riprendere e realizzare un programma di cultura. Temevamo di dover far pausa per almeno un anno; ma l’andamento della pandemia e anche la volontà di tutta l’équipe del Festival, la disponibilità cordiale di tanti operatori già coinvolti nella stesura del programma triennale, risultato vincente nel bando regionale, ci ha persuaso a realizzare questa XXIX edizione. MFV

Comune di Sesto al Reghena, Presenza e Cultura e Centro Iniziative Culturali Pordenone. In collaborazione con Centro Culturale Casa A. Zanussi Pordenone. Con il sostegno Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

RINVIATO A DICEMBRE in data da definirsi
nel Salone abbaziale Santa Maria in Silvis, Sesto al Reghena

Ingresso con prenotazione obbligatoria: [email protected] Tel. 0434.699701INTERMEZZO MUSICALE con Adolfo Del Cont, a cura del Conservatorio Tomadini di Udine PROGRAMMA Vladislav Solotarev – Suite n.6: mattino d’inverno – al villaggio cornamuse – crepuscolo – tararushki

NELLO SPECCHIO DEI VOLTI

[…] Ma l’uomo è uno – e sia pure un “uno” a volte problematico e soggetto a sdoppiamento; in quanto “uno” ha bisogno anzitutto di un’ipotesi di realtà all’interno della quale operare consapevolmente, se non voglia essere sempre guidato da poteri che agiscono al di fuori di lui. 

Anche a quest’ordine di pensieri invita la mostra di Paolo Del Giudice, e lo fa già dal suo titolo. Nel quale si esprime, da un lato, il linguaggio artistico che viene accostato alla musica, cioè la pittura, e dall’altro un tema, questi “Volti”, che giustamente l’artista stesso non vuole chiamare ritratti perché – come scrive nel catalogo Memorie di carta, del 2008 – sono “volti sacri di artisti scrittori e poeti da me amati e frequentati” che nascono “filtrati dall’immagine mentale impressa nella memoria”, mentre il ritratto “richiede un soggetto in carne e ossa che sta davanti a te e che ti sfida a carpirgli il segreto più autentico”.

Ecco dunque che si viene delineando il rapporto specifico tra questa mostra e il tema generale del Festival, intitolato quest’anno alla figura del Pater: in che maniera questi “volti sacri di artisti scrittori e poeti” sono accostabili – appunto – alla figura del Pater, si possono cioè riconoscere entro l’aura di esemplarità e di autorità, in cui sia il padre mitico, biblico, religioso, come quello quotidiano della vita familiare, tendono a collocarsi? Ciò si dice dando per scontato che questa figura possa anche voltarsi in quella del “padre padrone”, e quindi negare l’ambito positivo in cui sta abitualmente. Quel “sacri” che Del Giudice stesso accosta al termine “volti” può essere l’inizio di una risposta, se si concordi sull’idea che la “sacralità” di cui si parla non ha qui colore religioso, ma laico e culturale, che non intende mitizzare la figura dell’intellettuale – artista scrittore poeta che sia – sì però sottolineare l’importanza centrale di uno sforzo creativo e di pensiero – quello che si manifesta nell’opera – che è oggi diventato per molti l’unica possibile bussola entro le tremende contraddizioni che segnano la vita del mondo contemporaneo, sempre in precario equilibrio sull’orlo di sventure, ecologiche e politiche, di cui l’umanità stessa è in gran parte causa.[…] Giancarlo Pauletto

PAOLO DEL GIUDICE è nato nel 1952 a Treviso. Si è sempre dedicato alla pittura. Tra il 1973 e il 1983 partecipa alle iniziative della Bevilacqua La Masa. Dal 1985 è presente a Milano (Avida Dollars, Studio Gastaldelli) e a Roma (L’Attico di Sargentini). Dal 2006 una serie di grandi mostre: P.P.Pasolini: volti, 2006, Palazzo Ducale, Mantova; Viaggio in Italia, 2006- 2007 Venezia, Spoleto, Bassano; Pietas Mundi, 2007 Galleria Sagittaria, Pordenone; Memorie di carta, 2008-2009, sei mostre in ambito nazionale; Verderame, 2010, Valle Imperina (BL); Percorsi dipinti – sguardi quotidiani su Treviso, 2011, nove sedi del centro storico; Retrospettiva, 2012, ex Macello, Padova; Inseguire Venezia, 2017, Caorle; Angeli e camion, 2017, Villa Brandolini, Pieve di Soligo; Visioni del Sacro, 2018, Mantova; Grande Guerra – volti momenti relitti, 2018, Forte Mezzacapo (Mestre) e Vittorio Veneto.

ADOLFO DEL CONT si è diplomato in fisarmonica e pianoforte con il massimo dei voti e la lode. Ha tenuto numerosi concerti in tutta Europa, Russia e USA spesso in importanti stagioni concertistiche internazionali, in varie formazioni cameristiche, con orchestre sinfoniche e soprattutto in qualità di solista, presentando un vasto repertorio spaziante dal barocco alle composizioni contemporanee per fisarmonica anche a lui dedicate.
Ha trascritto per fisarmonica classica opere di importanti compositori pubblicate dalle edizioni Berben di Ancona e si è distinto in importanti concorsi internazionali: Primo Premio nel 1988 a Camalò (Tv) e al Grand Prix “Lacroix” (S. Etienne – Francia), nel 1990 a Los Angeles (USA) e nel 1992 al T.I.M. di Roma. Secondo Premio nel 1987 a Castelfìdardo (AN) e nel 1988 al Trofeo Mondiale C.M.A. in Francia. Finalista a Klingenthal, in Germania, nel 1989. È regolarmente invitato in qualità di giurato nei Conservatori di musica e nei concorsi internazionali. Ha realizzato varie incisioni discografiche, tra le quali il CD Classic Accordion – bayan solo, con importanti composizioni dal periodo barocco al repertorio fisarmonicistico contemporaneo, presentato anche su RAI Radio Tre. Molti suoi allievi sono risultati vincitori a concorsi internazionali e si sono diplomati nei conservatori di stato. È titolare di cattedra al Conservatorio Statale Tomadini di Udine.

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