Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo Azione scenica per attrice, basso, baritono, archi, coro misto e percussioni
testo di Guido Barbieri musica di Marcello Fera
Jacopa de’ Settesoli attrice Astra Lanz Francesco baritono Nicola Zambon al-Malik al-Kamil, Sultano d’Egitto basso Ludovico Dal Pra Marco Zancopercussioni e maestro di spada
Gruppo Vocale Heinrich Schütz soprani Elisabetta Agostini, Elena Bassi, Victoria Constable, Elisabetta Dalla Valle, Emma Dolza, Mila Ferri, Sonila Kaceli, Laura Rigotti contralti Lisa Foletti, Barbara Giorgi, Grazia Paolella, Claudia Romano, Marta Serra, Laura Vicinelli tenori Fabio Galliani, Gianni Mingotti, Claudio Rigotti, Stefano Visinoni bassi Riccardo Bovina, Gianni Grimandi, Riccardo Parmeggiani, Giacomo Serra, Enrico Volontieri
Marcello Feraviolino solista e direttore
costumi Manuela Monti – luci Marco Rabiti – riprese video a cura di Sala d’Arme del Folle realizzate presso Arca Studios, Torino – tiratori di spada Marco Zanco e Davide Gallo
Commissione di Ravenna Festival In coproduzione con Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, Festival di Musica Sacra Trentino – Alto Adige/Süd Tirol prima assoluta
Cinque grandi concerti nel cartellone inaugurale, da giovedĺ 11 giugno a domenica 5 luglio, anteprima del consueto programma autunnale che si aprirà con uno straordinario concerto Omaggio a Papa Leone.Sigla l’inaugurazione del cartellone di primavera-estate l’azione scenica in occasione dell’800° anniversario dalla morte di San Francesco d’Assisi. Dal repertorio antico delle laude duecentesche il festival spazierà fino alle composizioni contemporanee con nuove commissioni, nate dalla collaborazione con i maggiori festival italiani di musica sacra.
Un’esplorazione musicale che approccia il tema della musica sacra nella sua dimensione spirituale e umana, in un viaggio sonoro fra devozione, ortodossia e divergenza: “Fede ed eresia” è il tema del nuovo percorso triennale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla 35^ edizione, promosso da Presenza e Cultura per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno inoltre di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile.
Dopo la felice sperimentazione del 2025, anche per la sua edizione 2026 il festival sarà articolato in due fasi: il composito cartellone tradizionalmente in programma in autunno sarà anticipato da un programma che attraversa la primavera e l’inizio dell’estate: da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio si alterneranno cinque concerti serali nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone (ore 20.45) e due giornate di laboratorio di musica sacra bizantina in Casa Zanussi. Seguirà, fra ottobre e novembre la consueta fase autunnale del Festival, che si aprirà con un concerto di grande rilievo, domenica 11 ottobre: l’Omaggio a Papa Leone affidato al Guillou Consort, apripista di ulteriori otto concerti, integrati da mostre d’arte, lezioni concerto e conferenze di approfondimento. Spiega il co-direttore artistico Franco Calabretto: «il nuovo triennio amplia ulteriormente l’indagine verso i territori della non ortodossia, in un percorso di avvicinamento al 2027 che ospiterà una grande produzione sul tema dell’eresia. Da sottolineare l’evento inaugurale di questa 35ma edizione, e la sua valenza emblematica: racconta infatti l’incontro fra San Francesco ed il Sultano, sullo sfondo della Crociata per la conquista di Gerusalemme. I due non si combattono, ma cercano territori comuni tra le diverse fedi, nel segno dell’amore». E osserva il co-direttore del festival, Eddi De Nadai: «le proposte del cartellone 2026 di Musica Sacra sono di altissimo livello artistico e lanciano il conto alla rovescia in vista di Pordenone Capitale della Cultura 2027, quando il Festival avrà uno spazio di grande rilievo e si porrà fra gli eventi di riferimento, in un anno speciale per la proposta culturale della città»
«Fede ed eresia - sottolinea il presidente di Presenza e Cultura Orioldo Marson – ci riporta all’esperienza religiosa credente: dove la cosiddetta *eresia* nasce e si sviluppa, in genere come un tentativo di capire meglio la verità di Dio e della vita; una “strada prescelta”, come significa etimologicamente il termine greco. Possono poi verificarsi, per ragioni molteplici, divisioni e contrasti. Certo, la storia ha tante lezioni da insegnarci e cercheremo di raccoglierne alcune. Dal punto di vista sociale e antropologico, qualcuno è sempre eretico per qualcun altro. Qualcuno lo è per me e io lo sono per qualcuno. Quello che conta è la ricerca che deve continuare sempre, insieme al rispetto reciproco. Come potremmo noi, in Europa ma anche in tutto il mondo, ignorare queste dinamiche? Il cristianesimo nasce plurale, e plurale rimane. Per questo ascoltiamo con gioia le musiche di J.S. Bach e le liturgie dell’oriente cristiano. Il tema presenta un suo significato “laico” quanto mai provocatorio oggi: conil rischio in atto di processi e dinamiche di pensiero unico, governato da pochi potenti, è importante il richiamo alla libertà di pensiero e alla responsabilità personale»