Fernando Sánchez bajón e bajoncillo Simeón Galduf sacabuche Javier Artigas organo
Musiche di Ortiz, Valente, Braga, Pasquini, de Aguilera de Heredia In collaborazione con Festival Organistico Udinese
Un ensemble di menestrelli. Così erano chiamati infatti i suonatori di strumenti a fiato nelle cappelle delle cattedrali. I menestrelli di Marsia sono specializzati nel repertorio spagnolo che va dal ‘400 al ‘700, ma amano anche il repertorio italiano, soprattutto quello edito a Venezia nel primo ‘600, nonché la musica tedesca che si rifà allo stile italiano. Si sono esibiti in tutta Europa e Sud America.
DOMENICA 11 OTTOBRE IL CONCERTO-EVENTO INAUGURALE OMAGGIO A PAPA LEONE, PROTAGONISTA IL GUILLOU CONSORT, PER LA SOLENNE APERTURA DEL CARTELLONE AUTUNNALE DEL FESTIVAL! UNA PRODUZIONE ARRICCHITA DAI MOTTETTI ORIGINALI DEL GRANDE COMPOSITORE CONTEMPORANEO VALENTINO MISERACHS-GRAU,AL DEBUTTO NEL DUOMO DI PORDENONE E POI REPLICATA A ROMA, NELLA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO. PRECEDERÀ IL CONCERTO LA LEZIONE DEL TEOLOGO ROBERTO TONDATO, VENERDÌ 9 OTTOBRE.
Cinque grandi concerti nel cartellone inaugurale, da giovedĺ 11 giugno a domenica 5 luglio, anteprima del consueto programma autunnale che si aprirà con uno straordinario concerto Omaggio a Papa Leone.Sigla l’inaugurazione del cartellone di primavera-estate l’azione scenica in occasione dell’800° anniversario dalla morte di San Francesco d’Assisi. Dal repertorio antico delle laude duecentesche il festival spazierà fino alle composizioni contemporanee con nuove commissioni, nate dalla collaborazione con i maggiori festival italiani di musica sacra. Un’esplorazione musicale che approccia il tema della musica sacra nella sua dimensione spirituale e umana, in un viaggio sonoro fra devozione, ortodossia e divergenza: “Fede ed eresia” è il tema del nuovo percorso triennale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla 35^ edizione, promosso da Presenza e Cultura per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno inoltre di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile.
Dopo la felice sperimentazione del 2025, anche per la sua edizione 2026 il festival sarà articolato in due fasi: il composito cartellone tradizionalmente in programma in autunno sarà anticipato da un programma che attraversa la primavera e l’inizio dell’estate: da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio si alterneranno cinque concerti serali nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone (ore 20.45) e due giornate di laboratorio di musica sacra bizantina in Casa Zanussi. Seguirà, fra ottobre e novembre la consueta fase autunnale del Festival, che si aprirà con un concerto di grande rilievo, domenica 11 ottobre: l’Omaggio a Papa Leone affidato al Guillou Consort, apripista di ulteriori otto concerti, integrati da mostre d’arte, lezioni concerto e conferenze di approfondimento. Spiega il co-direttore artistico Franco Calabretto: «il nuovo triennio amplia ulteriormente l’indagine verso i territori della non ortodossia, in un percorso di avvicinamento al 2027 che ospiterà una grande produzione sul tema dell’eresia. Da sottolineare l’evento inaugurale di questa 35ma edizione, e la sua valenza emblematica: racconta infatti l’incontro fra San Francesco ed il Sultano, sullo sfondo della Crociata per la conquista di Gerusalemme. I due non si combattono, ma cercano territori comuni tra le diverse fedi, nel segno dell’amore». E osserva il co-direttore del festival, Eddi De Nadai: «le proposte del cartellone 2026 di Musica Sacra sono di altissimo livello artistico e lanciano il conto alla rovescia in vista di Pordenone Capitale della Cultura 2027, quando il Festival avrà uno spazio di grande rilievo e si porrà fra gli eventi di riferimento, in un anno speciale per la proposta culturale della città» «Fede ed eresia - sottolinea il presidente di Presenza e Cultura Orioldo Marson – ci riporta all’esperienza religiosa credente: dove la cosiddetta *eresia* nasce e si sviluppa, in genere come un tentativo di capire meglio la verità di Dio e della vita; una “strada prescelta”, come significa etimologicamente il termine greco. Possono poi verificarsi, per ragioni molteplici, divisioni e contrasti. Certo, la storia ha tante lezioni da insegnarci e cercheremo di raccoglierne alcune. Dal punto di vista sociale e antropologico, qualcuno è sempre eretico per qualcun altro. Qualcuno lo è per me e io lo sono per qualcuno. Quello che conta è la ricerca che deve continuare sempre, insieme al rispetto reciproco. Come potremmo noi, in Europa ma anche in tutto il mondo, ignorare queste dinamiche? Il cristianesimo nasce plurale, e plurale rimane. Per questo ascoltiamo con gioia le musiche di J.S. Bach e le liturgie dell’oriente cristiano. Il tema presenta un suo significato “laico” quanto mai provocatorio oggi: conil rischio in atto di processi e dinamiche di pensiero unico, governato da pochi potenti, è importante il richiamo alla libertà di pensiero e alla responsabilità personale»