MUSICA SACRA BIZANTINA

Musiche della tradizione manoscritta italo-greca e siculo-albanese

ENSEMBLE KALOPHONIA
Direttore Gerasimos Papadopoulos

in collaborazione con Festival Mediterraneo di Musica Sacra di Catania e con Università di Catania

venerdì 4 e sabato 5 luglio 2026 Casa dello Studente
LABORATORIO DI MUSICA SACRA BIZANTINA a cura di Gerasimos Papadopoulos
Ensemble Kalophonia
Con la partecipazione del Coro S. Antonio Abate

Un viaggio nel cuore della tradizione bizantina, tra Sicilia e Grecia, un ponte sonoro tra le radici storiche italo-greche e le espressioni contemporanee della spiritualità musicale d’Oriente. Un laboratorio intensivo con approfondimento delle tecniche vocali, grazie alle trascrizioni in notazione moderna eseguite a partire dalla originaria notazione neumatica dei manoscritti italo-greci di Messina, allo scopo di esplorare la continuità tra la tradizione ortodossa e le comunità storiche del Sud Italia. Presentazione del volume “Musica bizantina italo-greca” (Euracus, 2024) curato da A. Fera e G. Sanfratello. Concerto finale.

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Un’esplorazione musicale che approccia il tema della musica sacra nella sua dimensione spirituale e umana, in un viaggio sonoro fra devozione, ortodossia e divergenza:  “Fede ed eresia” è il tema del nuovo percorso triennale del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, giunto alla 35^ edizione, promosso da Presenza e Cultura per la direzione artistica dei Maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai, con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno inoltre di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile.

Dopo la felice sperimentazione del 2025, anche per la sua edizione 2026 il festival sarà articolato in due fasi: il composito cartellone tradizionalmente in programma in autunno sarà anticipato da un programma che attraversa la primavera e l’inizio dell’estate: da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio si alterneranno  cinque concerti serali nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone (ore 20.45) e due giornate di laboratorio di musica sacra bizantina in Casa Zanussi. Seguirà, fra ottobre e novembre la consueta fase autunnale del Festival, che si aprirà con un concerto di grande rilievo, domenica 11 ottobre: l’Omaggio a Papa Leone affidato al Guillou Consort, apripista di ulteriori otto concerti, integrati da mostre d’arte, lezioni concerto e conferenze di approfondimento. Spiega il co-direttore artistico Franco Calabretto: «il nuovo triennio amplia ulteriormente l’indagine verso i territori della non ortodossia, in un percorso di avvicinamento al 2027 che ospiterà una grande produzione sul tema dell’eresia. Da sottolineare l’evento inaugurale di questa 35ma edizione, e la sua valenza emblematica: racconta infatti l’incontro fra San Francesco ed il Sultano, sullo sfondo della Crociata per la conquista di Gerusalemme. I due non si combattono, ma cercano territori comuni tra le diverse fedi, nel segno dell’amore».  E osserva il co-direttore del festival, Eddi De Nadai: «le proposte del cartellone 2026 di Musica Sacra sono di altissimo livello artistico e lanciano il conto alla rovescia in vista di Pordenone Capitale della Cultura 2027, quando il Festival avrà uno spazio di grande rilievo e si porrà fra gli eventi di riferimento, in un anno speciale per la proposta culturale della città»

«Fede ed eresia - sottolinea il presidente di Presenza e Cultura Orioldo Marson – ci riporta all’esperienza religiosa credente: dove la cosiddetta *eresia* nasce e si sviluppa, in genere come un tentativo di capire meglio la verità di Dio e della vita; una “strada prescelta”, come significa etimologicamente il termine greco. Possono poi verificarsi, per ragioni molteplici, divisioni e contrasti. Certo, la storia ha tante lezioni da insegnarci e cercheremo di raccoglierne alcune. Dal punto di vista sociale e antropologico, qualcuno è sempre eretico per qualcun altro. Qualcuno lo è per me e io lo sono per qualcuno. Quello che conta è la ricerca che deve continuare sempre, insieme al rispetto reciproco.  Come potremmo noi, in Europa ma anche in tutto il mondo, ignorare queste dinamiche? Il cristianesimo nasce plurale, e plurale rimane. Per questo ascoltiamo con gioia le musiche di J.S. Bach e le liturgie dell’oriente cristiano. Il tema presenta un suo significato “laico” quanto mai provocatorio oggi: con il rischio in atto di processi e dinamiche di pensiero unico, governato da pochi potenti, è importante il richiamo alla libertà di pensiero e alla responsabilità personale»

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